“Il nostro biscotto proteico salverà il Burundi”: la ricetta creata a Piacenza

10 Febbraio 2021

Farine di frumento e arachide, sorgo, riso, patata dolce e uova come fonte di proteine nobili. Ecco la ricetta del “biscotto proteico” che promette di salvare il Burundi: un’idea nata tutta a Piacenza, tra il laboratorio dell’università Cattolica e i negozi etnici del quartiere Roma. Uno degli sviluppatori del progetto è infatti il piacentino Davide Reggi, laureato con 110 e lode in Scienze e tecnologie alimentari nel campus di via Emilia Parmense, insieme alla “collega” pavese Gaia Alessio. “L’obiettivo del nostro biscotto proteico – spiega Reggi – è di combattere la malnutrizione in Burundi, intervenendo con una ricetta che utilizza materie prime semplici e facilmente reperibili nel Paese africano, e che fornisce tutti gli elementi per sconfiggere la sottoalimentazione tanto comune tra i bambini e non solo”.

L’idea degli studenti è nata in collaborazione con Andrè Ndereyimana, fondatore alla startup Buslin (Burundi Smallholders Livestock Network), oltreché la professoressa Giorgia Spigno nell’ambito del programma della Cattolica “C3S, produzione di cibo appropriato: sufficiente, sicuro, sostenibile”. E in queste ore il “biscotto proteico” dei giovani Reggi e Alessio sta facendo il giro d’Italia: “Tante persone ne parlano, è un gran soddisfazione – dice il piacentino – speriamo di riuscire a esportarlo davvero in Burundi, attraverso alcune ong che ci hanno già contattato”.


© Copyright 2021 Editoriale Libertà