Nel 2020 fatturato a metà per il 46 per cento delle ditte piacentine, ma c’è anche chi cresce

11 Febbraio 2021

L’anno dell’incognita: il 46 per cento delle imprese piacentine ha chiuso il 2020 con una perdita di fatturato tra il 15 e il 50 per cento, ma c’è anche una piccola “fetta” di aziende – il 26 per cento – che è riuscita a incrementare i propri ricavi nonostante la grave crisi da Covid. E’ quanto emerge dall’ultimo sondaggio condotto dall’associazione di categoria Confapi su 65 ditte di Piacenza e provincia.

È uno scenario a luci e ombre, quindi, quello che emerge dall’analisi: il 54 per cento delle imprese dichiara di non aver registrato nessuna differenza sul fatturato del 2020 rispetto a quello 2019.

“Dall’inizio della pandemia abbiamo deciso di somministrare dei questionari periodici alle nostre aziende in modo da poter monitorare in maniera più precisa la situazione e gli eventuali bisogni degli imprenditori – spiegano il presidente e il direttore di Confapi Giacomo Ponginibbi e Andrea Paparo – i risultati di quest’ultima indagine mettono in luce una situazione complessa”.

SETTORI – Analizzando i settori specifici, il manifatturiero è stato quello più colpito; le aziende del packaging e dell’agroalimentare rivolto al retail sono quelle che presentano dati più confortanti a differenza di diverse imprese del settore metalmeccanico che sembrano aver sentito di più gli effetti della pandemia. Anche per diverse aziende del settore dei servizi i risultati raggiunti nel 2020 sono pari a quelli dell’anno precedente.

PORTAFOGLIO ORDINI – Altra situazione spaccata a metà emerge nel confronto del portafoglio ordini di gennaio 2021 a fronte di gennaio 2020: il 46 per cento delle imprese ha registrato un calo dal 15 al 50 per cento, mentre il 51 per cento ha registrato un dato in linea o addirittura superiore. Il 3 per cento invece non ha ordini in portafoglio. Per quanto riguarda i settori a risultare avvantaggiato è soprattutto quello manifatturiero con un 17 per cento in più, seguito da metalmeccanica e servizi con un +15 per cento.

PREVISIONI – Rispetto alle previsioni degli ordini per i prossimi mesi, l’11 per cento delle aziende intervistate dichiara di non avere ordini in portafoglio: lo scorso anno erano il 3 per cento. Si tratta, in particolare, di aziende che nel mese precedente avevano già registrato un calo di fatturato del 50 per cento. In linea con gennaio il dato delle aziende che prevede il medesimo fatturato o superiore per il 51 per cento.

CASSA INTEGRAZIONE – L’86 per cento delle imprese dichiara di non avere fatto ricorso alla cassa integrazione nel mese di gennaio: il dato risulta omogeneo tra i settori manifatturiero, dei servizi, del commercio e delle costruzioni. Si registra invece un incremento rispetto al mese scorso delle aziende che prevedono di utilizzare la cassa integrazione a febbraio e marzo: si passa infatti dal 14 per cento al 25 per cento.

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