Con il nastro adesivo ruba offerte al Penice: scoperto grazie alla barista

12 Febbraio 2021


Un’asta con del nastro biadesivo applicato per recuperare le offerte dei fedeli. E’ questa la tecnica utilizzata da un 57enne veronese accusato di aver rubato nei santuari di Santa Maria in Monte sul Penice e alla Madonna del Castello di Rivergaro. I fatti risalgono al luglio 2017. In tribunale, don Pietro Bulla, all’epoca rettore del santuario nel comune di Bobbio, ha spiegato che a lanciare l’allarme fu la titolare del bar sul Penice che, dopo aver notato la presenza sospetta di un uomo e una donna, annotò la targa della loro auto e poi controllò i filmati registrati dalla videocamera di sorveglianza installata al santuario e collegata al suo bar.

Il luogotenente Riccardo Molinelli, all’epoca comandante della stazione dei carabinieri di Bobbio, si occupò delle indagini e in aula ha raccontato come, attraverso la targa e il filmato della telecamera di sicurezza, riuscì a identificare l’imputato. Il processo è stato aggiornato al 26 novembre, quando saranno ascoltati altri quattro testimoni e saranno approfondite le circostanze del furto avvenuto nel santuario rivergarese.

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