Trent’anni fa l’omicidio di Rossana Wade. La madre: “Il tempo si è fermato”

01 Marzo 2021

Sono passati 30 anni dalla notte in cui Rossana Jane Wade fu assassinata. Aveva 19 anni. Il 1° marzo del 1991 era un venerdì sera. Rossana venne strangolata tra le ore 2 e le ore 3 del mattino del 2 marzo. Il suo corpo senza vita venne scoperto il sabato alle ore 8,30, abbandonato all’interno di un casello ferroviario, sulla strada che da Chiaravalle di Alseno porta a Fiorenzuola. Venne fermato il fidanzato di Rossana, un ventenne milanese. All’alba di domenica 3 marzo fu prelevato dai carabinieri dalla sua casa a Milano e portato nella caserma di via Moscova per essere interrogato e poi al carcere di San Vittore. Il 6 marzo il fermo giudiziario venne tramutato in arresto. Il giovane, che si proclamò sempre innocente, fu condannato per omicidio volontario, prima ad una pena di 23 anni, poi ridotta a 14 anni e 7 mesi.

L’omicidio avvenne per strangolamento. Probabilmente prima venne usato un laccio, che però non fu mai ritrovato, poi le mani. Il delitto si consumò probabilmente in un altro luogo rispetto a quello del ritrovamento del cadavere; forse sull’auto del ragazzo.

Il corpo di Rossana venne lasciato sul pavimento in una stanza al piano terra del casello (demolito alcuni anni fa). Venne ritrovato dal conducente di una pala meccanica, che stava lavorando in zona. Il corpo era seminudo. L’abito che indossava Rossana era strappato, forse per far credere che ci fosse stata violenza sessuale. L’autopsia però non mostrò segni di stupro. C’erano segni di graffi e leggere lesioni, procurate dall’assassino forse nel toglierle i vestiti.

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