Moschea a Piacenza, Opizzi: “Non potevo fermare l’iter, disponibile a dimettermi”

19 Marzo 2021

“Lascio al sindaco Patrizia Barbieri la mia disponibilità alle dimissioni”. Sono le parole pronunciate da Erika Opizzi, assessore all’urbanistica del Comune di Piacenza, in quota Fratelli d’Italia. Dopo il via libera alla costituzione definitiva della moschea in via Caorsana, infatti, la maggioranza di centrodestra a palazzo Mercanti ne è uscita spaccata: a insorgere è stata soprattutto la Lega. E Opizzi, la cui delega amministrativa riguarda anche la pratica con cui la Comunità islamica aveva chiesto (e ottenuto) il cambio di destinazione d’uso del capannone in città, si dice pronta a farsi da parte: “Non ho presentato formalmente le mie dimissioni – spiega l’assessore – ma lascio al sindaco la valutazione del mio operato. Se dovesse chiedere di dimettermi, lo farei. Ma io credo di aver agito in maniera corretta”.

Salvo sorprese, però, il primo cittadino non chiederà a Opizzi di rimettere il suo mandato. Tanto che il centrodestra locale, in un momento di profonda crisi politica, ha comunicato in una nota ufficiale la “fiducia nel sindaco Barbieri e nella sua squadra”, compreso quindi l’assessore all’urbanistica finito nel mirino delle polemiche tra partiti. Le segreterie provinciali di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia chiedono a Opizzi di “approfondire l’analisi dell’iter amministrativo che ha condotto al cambio di destinazione d’uso del capannone in via Caorsana e di verificare che non vi sia stata alcuna irregolarità o forzatura”. Dal canto suo, l’assessore conferma la volontà di “verificare la veridicità” di quanto contenuto nella pratica tecnica, e poi aggiunge: “Lo spettacolo dei partiti non mi riguarda, ho un ruolo istituzionale”.

In una conferenza stampa convocata oggi in municipio, Opizzi ha snocciolato l’iter inerente la costituzione definitiva della moschea di Piacenza: “Mi sono sempre opposta ai luoghi di culto mascherati. Il via libera alla moschea è stato reso possibile dalla precedente amministrazione, io non ho mai avuto un ruolo in questa partita, né ho firmato alcun atto”. Una dinamica confermata da Roberto Maria Carbonara, segretario generale del Comune di Piacenza: “Si tratta di automatismi tecnici, non c’erano i margini per un intervento politico”. E pure il centrodestra locale, nella nota congiunta trasmessa nel pomeriggio, puntualizza: “Siamo sempre stati contrari all’utilizzo degli immobili di via Caorsana e via Mascaretti quali luoghi di culto. Su questo non abbiamo mai cambiato idea. Nel consiglio comunale del 2016, durante la passata amministrazione di centrosinistra, furono i consiglieri di centrodestra dai banchi della minoranza, tra i quali l’attuale assessore Opizzi, a manifestare forte contrarietà non esprimendo voto favorevole all’approvazione del Psc. Fu quello il piano che creò le premesse per la compatibilità urbanistica dei luoghi di culto con i tessuti produttivi, ponendo le basi per l’insediamento a pieno titolo del centro islamico: la moschea a Piacenza è quindi l’ultimo bel regalo lasciato dalla passata amministrazione di centrosinistra”.

IL SERVIZIO DI THOMAS TRENCHI

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