Da impiegata ruba 6.500 euro, poi si fa assumere come infermiera senza la laurea

27 Marzo 2021

Prima come impiegata amministrativa si era intascata illecitamente quasi settemila euro. Poi era riuscita a farsi assumere dallo stesso poliambulatorio della Val D’Arda come infermiera professionale, producendo autocertificazioni false e nascondendo di non averne i titoli.

Una ragazza di 23 anni è stata scoperta e denunciata dai carabinieri per esercizio abusivo di professione sanitaria, falsità materiale commessa da privato, accesso abusivo ad un sistema informatico, furto aggravato e truffa.

Tutto era partito nell’ottobre del 2019, quando la giovane era stata assunta a tempo determinato, con mansioni di segreteria, dall’amministratore del poliambulatorio. Già allora aveva fatto presente al titolare che stava frequentando il corso di laurea per diplomarsi come infermiera all’università di Parma e che stava svolgendo il periodo di tirocinio al Pronto soccorso di Piacenza.
Così, quando nel giugno del 2020, l’unica infermiera del poliambulatorio aveva lasciato l’incarico, la 23enne si era proposta, sostenendo di essersi nel frattempo laureata in Infermieristica nel marzo precedente.

Al momento dell’assunzione con contratto a tempo indeterminato, nonostante le fosse stata chiesta tutta la documentazione necessaria, la giovane aveva prodotto delle autocertificazioni con le quali si dichiarava laureata e in attesa di rilascio di iscrizione all’albo professionale. Da quel giorno aveva iniziato a svolgere tutte le mansioni infermieristiche.

L’amministratore del poliambulatorio, però, aveva continuato a ribadire la richiesta della documentazione e, non avendo ricevuta una risposta esaustiva, si era insospettito e aveva avviato alcune verifiche, scoprendo che a nome della sua dipendente non era mai stata inoltrata nessuna richiesta di iscrizione all’Albo e che non aveva mai concluso il ciclo di studi universitari.
Inoltre, da un controllo interno, si è scoperto che la giovane, nel periodo compreso tra l’agosto e il dicembre del 2020, aveva eliminato 99 fatture emesse e per la quasi totalità pagate in contanti per un importo circa 6.500 euro. Per di più in un’occasione, usufruendo dell’account personale dell’amministratore, aveva stampato e successivamente cancellato 7 fatture per prestazioni sanitarie eseguite ma non autorizzate, rilasciandole ai beneficiari, incassando circa 450 euro.

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