Roncofreddo, le vigne scacciano il bosco: sono le viti di Robert Fletcher

06 Aprile 2021

A Roncofreddo – comune di Bobbio, parrocchia di Vaccarezza – nessuno fino a qualche anno fa credeva davvero in quelle viti che hanno iniziato invece a far indietreggiare l’avanzata del bosco a più di seicento metri, arrampicandosi su una pendenza che arriva lì anche fino al 37 per cento. È stato un avvocato inglese di 66 anni a provarci. Robert Fletcher ci è riuscito, grazie all’amicizia che qui negli anni Novanta ha messo le sue vigorose radici. Sta cambiando il paesaggio: nella vicina Pegni superiore, in una mezzaluna di terra dove c’erano cascine diroccate, oggi ci sono cantieri per fare la cantina (sarà pronta tra due settimane), in futuro anche un macello, un angolo degustazione per salumi e prodotti locali; ma soprattutto dove c’erano arbusti e roveti, ora ci sono 20mila viti che si stiracchiano al sole su quattro ettari. A coordinare sul posto gli interventi è la società formata da Ennio Repetti e Tania Cigoreanu.

Su come abbia fatto mister Fletcher a finire a Roncofreddo, Repetti spiega che un nipote dell’inglese aveva sposato la nipote dell’allora prete di Vaccarezza, don Francesco Troglio. “Durante una visita, ormai più di vent’anni fa, Robert vide da Roncofreddo uno dei panorami più spettacolari che si possano ammirare”, precisa Ennio. Nel 1987, Fletcher ha fondato uno studio legale che oggi conta centinaia di avvocati e dipendenti, tra i più importanti d’Europa. Nel 2012 l’idea, “Vorrei avviare un vigneto sperimentale”, la sperimentazione è andata avanti in sordina per alcuni anni, “E oggi i risultati sono stati ottimi, qui si coltiva e si produce all’antica, il risultato è eccezionale”, precisa Ennio. Si lavora e si lega rigorosamente a mano, “Anche perché su quelle rive scoscese un trattore rischierebbe di ribaltarsi”, precisa il referente locale del progetto, ex bancario. Ora sono stati coltivati 4 ettari di terra. Si punta ad arrivare a sette, con 600 quintali di uve e 30mila bottiglie all’anno.

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