Cisl: “Nel Piacentino la pandemia ha bruciato 2mila posti di lavoro”

07 Aprile 2021

Nel Piacentino la pandemia ha bruciato circa duemila posti di lavoro. Un dato che, rispetto alle previsioni ancora più drammatiche, lascia comunque tirare un sospiro di sollievo. Secondo il sindacato Cisl, che comunica il quadro provinciale su base Istat, in questa fase le ripercussioni occupazionali rischiavano infatti di essere persino peggiori. “Questa statistica è grave, certo – precisa il segretario territoriale Michele Vaghini – ma ci permette comunque di guardare al futuro con un minimo di fiducia. Lo scenario poteva essere addirittura più scuro. Va detto però che il numero di nuovi disoccupati emersi l’anno scorso a livello locale non considera le posizioni contrattuali divenute precarie proprio in seguito all’emergenza Coronavirus”.

Fatto sta che, come fa sapere la Cisl, nel 2019 i piacentini con un contratto di lavoro (di qualsiasi tipo) erano 129mila, mentre nel 2020 sono calati a 127mila. “Sempre nel nostro territorio, a risentire di più dell’effetto Covid, guardando i dati in valore assoluto, sono state le donne – aggiunge Vaghini -: nel 2019 erano 57mila quelle occupate, mentre nel 2020 sono diminuite a quota 54mila, a differenza degli uomini che sono passati da 72mila occupati nel 2019 a 73mila l’anno scorso”.

IL SERVIZIO DI THOMAS TRENCHI

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