“Ambulanti dimenticati, riaprire le fiere e calcolare i ristori sui giorni di chiusura”

16 Aprile 2021

Esonero dal canone unico e dalla Tari per tutto il 2021 e possibilmente per i primi sei mesi del 2022, ristori calcolati sugli effettivi giorni di chiusura e l’eliminazione della soglia della perdita del 30 per cento sul fatturato 2019 per accedere ai ristori. Ecco alcune richieste per il settore degli ambulanti avanzate anche dalle associazioni di categoria del nostro territorio, Confesercenti e Confcommercio. Tramite i rappresentati regionali, nel corso di una manifestazione organizzata oggi (16 aprile) a Bologna, le istanze sono state consegnate all’assessore al commercio dell’Emilia-Romagna Andrea Corsini. “Gli operatori del commercio su aree pubbliche – si legge in una nota – vivono una situazione drammatica”, da qui dunque le proposte per “consentire agli imprenditori di questo comparto di sopravvivere dopo un anno di restrizioni”. Tra queste, la sospensione o neutralizzazione del Durc per tutto l’anno 2021, un regime fiscale agevolato per il periodo d’imposta 2021, la predisposizione di un fondo di garanzia statale con un canale preferenziale per prestiti a tasso agevolato, l’erogazione di contributi a fondo perduto per la realizzazione di servizi innovativi alle aree mercatali.

“Richieste sensate, concrete e indispensabili per permettere al comparto di superare questa difficilissima fase, recuperare almeno in parte le pesanti perdite subite e ripartire nell’unico modo possibile: venendo messi in condizioni di tornare a lavorare, commenta Raffaele Chiappa, presidente di Confcommercio Piacenza.

Adriano Anselmi, referente provinciale di Fiva, traccia un bilancio positivo dell’incontro a Bologna, a cui ha partecipato in rappresentanza del territorio e dei colleghi ambulanti piacentini: “L’iniziativa è stata l’occasione per chiedere con forza la riapertura di fiere, ristoranti e negozi di fiori”. Un settore, quest’ultimo, su cui giustamente Anselmi ha richiamato l’attenzione delle istituzioni: “A differenza dei fioristi ambulanti che hanno potuto riprendere a lavorare, queste attività sono chiuse da un anno – sottolinea – è vitale che possano essere messe finalmente in condizioni di riaprire e tornare a vivere e a lavorare”.

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