Pentito il boss Nicolino Grande Aracri, le infiltrazioni della cosca anche a Piacenza

16 Aprile 2021

Il boss della ‘ndrangheta Nicolino Grande Aracri avrebbe iniziato a collaborare con i magistrati della Dda di Catanzaro da circa un mese. L’agenzia Ansa riferisce che Grande Aracri era detenuto nel carcere milanese di Opera quando ha chiesto di incontrare i magistrati guidati da Nicola Gratteri. Ai pm avrebbe già reso le prime dichiarazioni.
Il boss è stato condannato all’ergastolo per alcuni omicidi, ma è anche considerato uno dei promotori dell’inserimento della malavita organizzata nell’economia e nelle istituzioni, attraverso “i cristiani buoni”, vale a dire colletti bianchi, professionisti, e imprenditori.
Le ramificazioni della cosca calabrese si estendevano in altre regioni, in particolare in Emilia Romagna e anche a Piacenza, come hanno rivelato le inchieste Grande Drago (2001), Aemilia (uno dei più grandi processi contro la ‘Ndrangheta nel nord Italia) e Grimilde, che portò addirittura all’arresto di Giuseppe Caruso, ex funzionario dell’Agenzia delle Dogane ed ex presidente del consiglio comunale di Piacenza.

Nicolino Grande Aracri è zio di Salvatore Grande Aracri, amico di Caruso e figura centrale del processo Grimilde.

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