Addio a don Giancarlo Conte, parroco di San Giuseppe operaio. La fondò nel 1971

20 Aprile 2021

La Chiesa piacentina piange don Giancarlo Conte, 90 anni, parroco della parrocchia di san Giuseppe operaio che lui stesso fondò a partire dal 1971.

Nato a Treviso nel 1930, proveniente da una famiglia numerosa, Conte frequentò il liceo Gioia e nel 1948 entrò in seminario al collegio Alberoni. Ordinato sacerdote nel 1955 il suo primo incarico fu a Pianello; poi la Santissima Trinità e infine l’incarico da parte del vescovo di Piacenza, Enrico Manfredini, di fondare una parrocchia in una zona della città in forte espansione, san Giuseppe Operaio, di cui divenne parroco il primo gennaio 1978.  Nel 2007 viene nominato monsignore dal vescovo Luciano Monari. Aveva lasciato l’incarico di parroco nel 2014 restando a vivere in parrocchia e prestandosi fino a quando gli è stato possibile per le attività liturgiche. Oggi la parrocchia è guidata da don Federico Tagliaferri.

La condizioni di salute di don Conte si erano aggravate lo scorso febbraio, ed era ospitato al Maruffi, dove si è spento alle 15 di martedì 20 aprile.

I funerali si terranno venerdì 23 aprile alle 15.30, nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe Operaio e saranno presieduti dal vescovo mons. Adriano Cevolotto.

“La scomparsa di don Giancarlo Conte unisce, nel cordoglio, l’intera comunità piacentina – scrive il sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri nel messaggio dell’amministrazione comunale – , che oggi piange non solo un rappresentante della sua Chiesa amato e rispettato da tutti, ma innanzitutto un uomo di fede che ci ha lasciato una testimonianza di autentica generosità e di grande, straordinaria umanità”.

“Con Don Giancarlo Conte se ne va una guida morale non solo per la comunità di San Giuseppe Operaio, la parrocchia che ha fondato, ma anche per la nostra città”. Sono le parole della parlamentare piacentina Paola De Micheli nel manifestare il suo cordoglio per la scomparsa del sacerdote. “Lo voglio ricordare come un pastore vero – aggiunge – e un seminatore di speranza, il suo carisma e la sua capacità di coinvolgere hanno segnato la formazione di tanti cattolici. Non soltanto un’attenzione costante alle persone e ai loro bisogni, ma anche alle dinamiche sociali e alla vita civile, ha sempre accompagnato la sua missione religiosa, attraverso parole e sollecitazioni mai banali, rivolte a credenti e non. Ci lascia un’eredità importante di valori che abbiamo il dovere di portare avanti nella vita di ogni giorno”.

IL MESSAGGIO DEL SINDACO

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