Il caco di Nagasaki fa sognare i bambini: “Desideriamo ritornare alla normalità”

20 Aprile 2021

Nella scuola elementare di Sant’Antonio, c’è un albero di speranza e rinascita: si tratta di un caco originario di Nagasaki, in Giappone, discendente di quello sopravvissuto al bombardamento atomico del 1945. E anche quest’anno, i bambini l’hanno festeggiato con una cerimonia nel giardino.

“Nella seconda guerra mondiale – ricordano gli alunni al microfono – Nagasaki fu distrutta da un attacco nucleare. Tuttavia una pianta di cachi sopravvisse, pur riportando alcune bruciature. Il botanico Masayuki Ebinuma se ne prese cura e la riportò in salute. Poi ne estrasse i semi e li ripiantò. Nel 1994 ecco il primo germoglio: il caco di seconda generazione discendente di quello bombardato. Il dottor Ebinuma iniziò a donare gli alberelli ai bambini giapponesi che andavano in gita a Nagasaki. Qualche tempo fa, quando siamo venuti a conoscenza di questa storia, abbiamo riflettuto insieme sull’orrore della guerra, il desiderio di pace e la tenacia della vita che vince sulla morte. Abbiamo inviato la nostra richiesta di adozione e l’hanno accettata”. E anche grazie alla famiglia di un bimbo giapponese iscritto all’istituto di Sant’Antonio, nel 2018 il caco di Nagasaki è stato messo a dimora nel giardino scolastico.

Martedì pomeriggio (20 aprile) gli alunni della classe terza ne hanno festeggiato il compleanno, con uno spettacolo teatrale a cielo aperto. Poi, attorno a un murales dedicato al caco giapponese, hanno affisso i loro desideri: c’è chi sogna di diventare un astronauta e chi una maestra, chi vorrebbe volare e chi vedere un unicorno, ma c’è anche chi chiede solo di “ritornare alla normalità”.

IL SERVIZIO DI THOMAS TRENCHI

© Copyright 2021 Editoriale Libertà