La pandemia azzera gli eventi nei castelli. A Gropparello lockdown con i “fantasmi”

21 Aprile 2021

I lockdown a intermittenza che si sono susseguiti da marzo 2020 per contrastare i contagi da Covid hanno messo in ginocchio la cultura e, con essa, un intero patrimonio da valorizzare, scoprire e tutelare. Si parla spesso di musei in crisi, di spettacoli teatrali saltati, di artisti musicali fermi da un anno. In questa lunga lista c’è un’altra attività che sta pagando un caro prezzo lo scoppio della pandemia. E’ quella che si sviluppa all’interno dei castelli piacentini dove gli eventi si sono praticamente azzerati. E’ il caso del castello di Gropparello, un luogo fiabesco che domina le colline piacentine, dove, prima del Coronavirus, si contavano fino a mille visitatori durante le festività, grazie alle numerose attività organizzate dai proprietari, compreso il “Parco delle Fiabe”, primo parco emotivo d’Italia, realizzato per far vivere ai bambini una favola, riportandoli indietro nel tempo e il Museo della Rosa Nascente con 108 varietà di rose per un totale di 1.350 piante.  “Ci siamo dovuti reinventare – spiega Chiara Maria Gibelli, figlia dei proprietari – non ci siamo persi d’animo e abbiamo organizzato tour virtuali e lezioni di cucina dedicate agli antichi sapori grazie alle ricette della mamma”. Difficile stabilire a quale categoria appartenga il “mantenimento” di un castello e così per diversi mesi non sono arrivati ristori. Solo ora è stato stabilito che l’attività è assimilabile a quella di un museo e dovrebbero arrivare gli aiuti sperati. In alta stagione al maniero sono impiegati fino a 40 dipendenti. Dal 26 aprile la fortezza potrà riaprire, anche se le modalità restano da stabilire.

Il castello custodisce anche affascinanti segreti ed è segnato dalla leggenda della Dama Bianca. Tra il 1200 e 1300 la nobildonna Rosania Fulgosio sarebbe stata rinchiusa viva dal marito Pietrone da Cagnano, che aveva scoperto il tradimento di lei con Lancillotto Anguissola, antico amore di gioventù, facendola morire murata nella roccia. A tutt’oggi il castello sarebbe frequentato dallo spirito della vittima e di qualcun altro. “Sono presenze positive con cui conviviamo in modo pacifico da anni”– spiega Gianfranco Gibelli, ex consulente informatico con una laurea in matematica che, assieme alla moglie Margherita, ha lasciato Milano per trasferirsi a vivere nel castello. E oggi quei fantasmi, avvistati anche da visitatori ed esterni, e studiati da esperti, si stanno facendo sentire più che mai. “Con il lockdown sono tornati il silenzio e la quiete e i nostri amici – racconta Gianfranco – si sono ripresi i loro spazi”.

l castello di Gropparello fa parte del circuito Associazione dei Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli.

IL SERVIZIO DI MARZIA FOLETTI

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