Processo Levante, i legali di Orlando e Spagnolo respingono le accuse

10 Maggio 2021

Processo ai carabinieri della caserma Levante: dopo le durissime richieste di condanne dei giorni scorsi da parte della Procura, da oggi parola alle difese.
La prima posizione ad essere stata affrontata nel procedimento in corso a Piacenza Expo è stata quella del carabiniere Daniele Spagnolo, che risponde di una ventina di capi d’imputazione sui 61 totali, tra cui tortura, lesioni, spaccio, falso, peculato e abuso d’ufficio. Sette anni e otto mesi la richiesta di condanna.
“Daniele Spagnolo non ha fatto nulla di ciò che gli viene contestato – hanno detto i difensori Francesca Beoni e Romualdo Truncè – è considerato da tutti l’ultima ruota del carro, per stessa ammissione anche dei pubblici ministeri. Vanno riviste tutte le accuse nei suoi confronti, deve uscire al più presto da questo calvario. Ha detto, in relazione a un solo episodio, di aver visto uno schiaffo a una persona fermata, intervenendo immediatamente a sua tutela. Noi abbiamo ricostruito i fatti e secondo noi la qualificazione giuridica dei reati contestati è errata. Un esempio: se mai ci fossero state, non sarebbe lesioni, ma al più percosse”.

La seconda posizione analizzata è quella dell’ex comandante della caserma Marco Orlando per il quale sono stati chiesti cinque anni di pena per falso in concorso, arresto illegale, perquisizione arbitraria e abuso d’ufficio.
L’avvocato difensore Antonio Niccoli ha respinto le accuse e ha fatto riascoltare le intercettazioni per dimostrare che il suo assistito non aveva un ruolo nell’attività illecita. Secondo quanto riferito dal legale, il ruolo di comandante gli sarebbe stato “scippato”.

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