Da oggi clienti in bar e ristoranti anche al chiuso. Riaprono stadi e palazzetti
Redazione Online
|4 anni fa

Oggi, 1° giugno, scatta un importante allentamento delle misure anti-Covid. Anche a Piacenza, così come nel resto d’Italia (a prescindere dal colore della regione), i clienti di bar e ristoranti possono tornare a consumare al chiuso, e non più solo all’aperto. Riaprono, dunque, gli spazi interni dei pubblici esercizi, che finora hanno dovuto limitare la propria attività ai dehors esterni e all’asporto. Al tavolo si può stare massimo in quattro persone, fatta eccezione per i famigliari conviventi. Quando ci si alza, bisogna indossare la mascherina. Lo stesso vale anche per pub e gelaterie.
E non è l’unica novità. Sempre da oggi, riaprono anche gli stadi e i palazzetti per gli eventi sportivi, anche se in numero limitato: il limite di capienza è fissato al 25%, per un massimo di 1.000 spettatori sugli spalti all’aperto.
PROSSIME TAPPE – La prossima tappa della ripartenza post-Covid è fissata nella giornata del 3 giugno, giovedì: in base a quanto annunciato dal commissario Figliuolo, le prenotazioni per il vaccini saranno aperte a tutti i cittadini, senza più distinzioni di fasce di età come avvenuto finora. Poi dal 7 giugno – lo ricordiamo – il coprifuoco sarà spostato a mezzanotte, mentre dal 21 giugno sarà abolito. Dal 15 giugno via libera a banchetti di matrimoni, parchi tematici e congressi; dal 1° luglio a piscine al chiuso, centri benessere, sale giochi e centri termali.
IL COMMENTO DEI RISTORATORI – All’esterno 20 posti. All’interno 70. “Ma chiaramente con le dovute distanze, se no sarebbero 130” avverte Manuel Marchi, titolare della trattoria “Lo Zingaro” di Folignano. Basterebbe affidarsi a questi numeri per capire quanto conti, da oggi, poter riaprire bar e ristoranti anche al chiuso. Dello stesso parere è anche Celio Benaventura del Ristorante Commercio, a Piacenza: “Noi siamo solo contenti di poter tornare a far servizio anche all’interno – dichiara – per questa emergenza abbiamo posizionato quattro tavolini nello spazio davanti al locale, in via Colombo: li lasceremo, certo, anche se sono stati un po’ un esperimento. Ma poter tornare a lavorare quasi normalmente, poter riaccogliere le famiglie o chi arriva è una fortuna: in questi mesi noi abbiamo comunque cercato di fare il possibile con il servizio mensa garantito alle aziende convenzionate. È stato un modo per portare a casa “la pelle”, me lo lasci dire. Ma lavorare è un’altra cosa”.
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