Da Piacenza al Burundi: il biscotto proteico di Davide e Gaia alla prova dei fatti

04 Giugno 2021

Il biscotto “piacentino” per sconfiggere la malnutrizione è arrivato in Burundi, nell’Africa dei Grandi Laghi. “Alcuni bambini stanno assaggiando la ricetta. A primo impatto, il riscontro è positivo”, spiega Davide Reggi, laureato con 110 e lode in scienze e tecnologie alimentari all’università Cattolica di Piacenza, alla guida del progetto insieme alla collega pavese Gaia Alessio.

Nei mesi scorsi, infatti, i due giovani avevano creato una preparazione energetica a base di farine di frumento e arachide, sorgo, riso, patata dolce e uova come fonte di proteine nobili. Un’idea nata tutta a Piacenza, tra il laboratorio dell’università Cattolica e i negozi etnici del quartiere Roma, con l’obiettivo di combattere la denutrizione in Burundi. Adesso, quindi, Reggi e Alessio hanno avviato la tappa successiva di questo percorso: com’è il biscotto alla prova dei fatti?

“Grazie al ricercatore André Ndereyimana, impegnato con un’ong in Africa – racconta il piacentino Davide -, una scatola di venti biscotti proteici è stata consegnata in Burundi. Il nostro collega sta facendo assaggiare la ricetta ai bambini del posto, compilando una scheda di analisi per la valutazione sensoriale del prodotto. Il primo riscontro è positivo, ma io e Gaia siamo in attesa dell’esito definitivo. Poi – aggiunge Reggi – cercheremo gli impianti adatti a favorire la preparazione del biscotto sul posto, in maniera sostenibile”.

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