La statua di Gregorio X “vola” dall’atrio della basilica al giardino esterno

10 Giugno 2021 03:31

Ha suscitato l’attenzione di molti passanti il trasferimento della statua di papa Gregorio X, unico pontefice piacentino, dall’atrio della basilica di Sant’Antonino al cortile esterno, denominato “Giardino del Papa”. La statua, realizzata dallo scultore Giorgio Groppi, pesa circa venti quintali ed è stata trasferita, nel primo pomeriggio di mercoledì 9 giugno, grazie a un’apposita gru dopo le accurate operazioni di imbragatura da parte degli operai per garantire la sicurezza dell’intervento.

“L’opera era stata donata nel 1998 dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano ed era stata temporaneamente posizionata nell’atrio, la Soprintendenza più volte ha chiesto il trasferimento in una collocazione definitiva che è arrivata oggi grazie al finanziamento di Formec Biffi su progetto dell’architetto Carlo Scagnelli che ha riqualificato il giardino” ha spiegato don Giuseppe Basini -. E’ una statua che mostra l’umiltà del pontefice che detiene la tiara accanto ai piedi e abbraccia la croce di Cristo. Era una papa che voleva la pacificazione di tutti i cristiani del mondo in quell’epoca difficile, infatti lo sguardo è provato. Ora che si trova nel giardino esterno tutti la potranno ammirare”.

Nato a Piacenza agli inizi del XIII secolo, Tedaldo Visconti, il futuro papa fu canonico di Sant’Antonino, ma a imprimere una svolta alla sua vita contribuì soprattutto l’incontro con il concittadino cardinale Giacomo da Pecorara. Al seguito del porporato partecipò infatti a importanti incarichi politico-diplomatici Oltralpe, dove a Tedaldo venne concesso un canonicato a Lione e un arcidiaconato nella diocesi di Liegi. Nel 1248-52 Tedaldo frequentò l’università di Parigi, nello stesso periodo in cui vi era San Tommaso d’Aquino, entrando probabilmente in contatto con Luigi IX. Successivamente conobbe anche re Enrico III d’Inghilterra. La notizia dell’elezione al Soglio di Pietro nel 1271 gli giunse mentre era crociato in Terrasanta. Morì ad Arezzo nel 1276, durante il viaggio di ritorno a Roma dalla Francia, dove nel 1274 aveva presieduto il Concilio di Lione.

 

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