Spacciavano a Piacenza e in tutta Italia usando i social network: 17 arresti

14 Giugno 2021

Otto persone in carcere, nove agli arresti domiciliari e sei con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Questo il bilancio dell’operazione scattata alle prime luci dell’8 giugno scorso nelle province di Piacenza, Bergamo, Lodi, Parma, Pavia e Torino da parte dei carabinieri della Compagnia di Fiorenzuola, con l’ausilio dei Comandi provinciali competenti per territorio.
I provvedimenti (emessi dal Gip del Tribunale di Piacenza su richiesta della Procura della Repubblica) riguarda 11 marocchini, 10 italiani, 1 romeno e 1 albanese (15 quelli residenti nella nostra provincia), ritenuti responsabili a vario titolo ed in concorso tra loro, di “traffico e detenzione di sostanze stupefacenti e furti in abitazione”.

L’INDAGINE
L’indagine, durata da marzo 2018 a marzo 2019 E condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Fiorenzuola, ha consentito di accertare le modalità di approvvigionamento di cocaina, hashish e marijuana a Bergamo e Brescia e della gestione da parte degli indagati delle piazze di spaccio nelle province di Piacenza, Parma e Pisa.
“Le attività investigative e i servizi di osservazione e pedinamento svolti – spiegano i carabinieri – hanno permesso di definire la struttura, le posizioni e i ruoli dei membri nell’ambito del gruppo e di individuare le modalità di cessione delle sostanze stupefacenti, nonché di identificare gli autori dei singoli furti in abitazione e attività commerciali. Le indagini sono risultate particolarmente complesse ed articolate, in considerazione del fatto che gli indagati, al fine di non essere identificati e tracciati, hanno spesso cambiato utenze telefoniche, mezzi di locomozione ed hanno utilizzato soprattutto mezzi alternativi di comunicazione, quali i social network, per sfuggire ai controlli”.
L’indagine, poi, ha visto coinvolti, tra gli altri, diversi soggetti di origine nordafricana residenti nel Bergamasco, fonti di approvvigionamento di sostanze stupefacenti.

LE FIGURE CHIAVE
Le figure di spicco erano due fratelli che attraverso l’impiego di corrieri risultavano in grado di fornire con regolarità i pusher della provincia di Piacenza e non solo.
Dagli accertamenti, inoltre, è emerso come avessero compiti e ruoli distinti : uno si occupava principalmente delle questioni “amministrative”, ossia del trasferimento di denaro contante verso conti correnti in Marocco, mentre l’altro si occupava principalmente della vera e propria gestione dell’attività di spaccio e del coordinamento dei corrieri per l’invio di stupefacente ai “pusher”.

GLI ARRESTI
Nel corso dell’attività d’indagine sono stati eseguiti 12 arresti in flagranza e sequestrati circa 900 grammi di hashish, circa 200 grammi di cocaina e 25 piante di marijuana.
Un veicolo è stato sottoposto a sequestro e sono stati sequestrati anche 8.200 euro quali provento di spaccio.
Inoltre, due piacentini, ultrasessantenni, oltre a spacciare modiche quantità di cocaina e hashish a vari assuntori, trovavano sostentamento anche nella commissione di furti a proprietà private e attività commerciali: cinque quelli accertati.

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