Intossicazioni: anche 14enni ricoverati per l’alcol. Ospedale potenzia il servizio

01 Luglio 2021

Centocinquanta accessi al mese in pronto soccorso per intossicazioni. Sono numeri elevati quelli che si registrano all’ospedale di Piacenza nei primi mesi del 2021. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di abuso di sostanze alcoliche, droghe o medicinali. Fenomeno acuito dalla pandemia che ha fatto impennare anche il consumo di psicofarmaci dovuto alla situazione di drammaticità e isolamento sociale vissuti nell’ultimo anno e mezzo. Ma le intossicazioni comprendono una più vasta gamma di patologie e sintomi: si va dall’intossicazione da monossido di carbonio piuttosto che da funghi, all’utilizzo di sostanze d’abuso, tipo eroina o cocaina, ma anche di nuove sostanze psicoattive, quindi un po’ in tutti gli ambiti.

DATI – L’alcol resta la causa principale di accesso, insieme all’abuso di sostanze, per sei soccorsi per intossicazioni su 10. Tra i colpiti anche 14enni che finiscono all’ospedale. Il lockdown aveva fatto crollare gli accessi al Pronto soccorso in generale e di conseguenza anche delle vittime di intossicazioni.  Dai 64mila ingressi del 2019 ai 56mila del 2020, anno della pandemia. Ed erano diminuite, di conseguenza, le vittime di sballo o di intossicazioni in generale: 2.897 accessi nel 2019 e 1.484 l’anno scorso. I primi quattro mesi del 2021 hanno già fatto salire i numeri con 476 ingressi.

Il quadro della situazione lo fornisce Antonio Agosti, dirigente medico e referente Tossicologia del pronto soccorso di Piacenza, che è stato nominato responsabile di Tossicologia Clinica d’Urgenza, esperienza unica in Italia. “Una nomina che mi rende orgoglioso e che premia il lavoro fatto in tutti questi anni anche grazie al mio primario Andrea Magnacavallo che ringrazio per avermi sostenuto in questo progetto. Si tratta di una funzione interdipartimentale che va a vantaggio sia del dipartimento di emergenza-urgenza che quello di salute mentale e dipendenze; sfruttando le strutture, il personale e le tecnologie che sono presenti nel nostro reparto di medicina d’urgenza, siamo in grado di seguire e di poter diagnosticare e trattare l’intossicazione acuta. I tipi di pazienti che possono accedere a questo servizio sono quelli che hanno bisogno di una osservazione breve intensiva di tipo tossicologico in maniera da poter valutare nel giro di 24-48 ore quelle che sono le evoluzioni della loro intossicazione e stabilire se è il caso di poterli dimettere in una condizione di sicurezza, oppure se necessitano di un ricovero e di una degenza più approfondita e a questo punto ci permettono anche di valutare quello che è il reparto più idoneo per loro”.

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