Omicidio di viale Dante, confermati 30 anni a Xhevdet Mehmeti che uccise la moglie
Redazione Online
|4 anni fa

E’ stata confermata ieri, giovedì 1° luglio, davanti alla Suprema Corte di Cassazione una pena di 30 anni per Xhevdet Mehmeti, accusato di aver ucciso la moglie Elca Tereziu di 51 anni a coltellate. L’uomo, di origino albanesi, oltre che dell’accusa di omicidio della consorte era stato chiamato anche a rispondere di maltrattamenti in famiglia. Per l’accusa l’imputato aveva rincorso la moglie in casa impugnando un coltello, lei era riuscita a disarmarlo, ma l’uomo aveva allora afferrato un altro coltello e aveva ferito la donna a morte. Il delitto era avvenuto nel maggio 2018 nell’abitazione dei due coniugi in viale Dante. Mehmeti dopo aver commesso il delitto si era costituito. Aveva riferito agli inquirenti di aver avuto un vivace dissidio con la moglie, un litigio per futili motivi, di essere stato strattonato dalla donna e di essere stato offeso. L’uomo aveva detto di aver perduto l’equilibrio e poi di aver commesso una grandissima stupidaggine. L’avvocato difensore dei primi due gradi di giudizio aveva chiesto l’assoluzione per l’accusa di maltrattamenti in famiglia e il minimo della pena per il delitto. Il pm Antonio Colonna chiese 30 anni in primo grado davanti al Gup di Piacenza Gianandrea Bussi, con rito abbreviato. Considerando che il rito abbreviato prevede uno sconto di un terzo di pena è come se il pm avesse chiesto l’ergastolo, poi ridotto a 30 anni. La richiesta del pm era stata confermata in primo grado, in Appello e ora anche in Cassazione.
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