Tentano di restituire alla proprietaria l’iPhone rubato: coppia condannata a 2 anni

02 Luglio 2021

In cambio di una prestazione sessuale una prostituta 30enne albanese aveva ricevuto come pagamento un cellulare rubato. Ma quando, con la complicità di un amico, aveva tentato di restituire il telefonino al suo legittimo proprietario dietro pagamento di 50 euro, erano scattate le manette per estorsione aggravata e ricettazione. Ora la donna e l’amico 60enne hanno scelto la via del patteggiamento a due anni.

La vicenda risale all’agosto del 2020, quando la coppia venne arrestata dai carabinieri. La donna si era trovata tra le mani un costoso iPhone 11, pagamento di un rapporto sessuale con un cliente. Solo successivamente aveva scoperto che il telefono era stato rubato ad una ragazza in piazza Cavalli. Invece di restituirlo, la donne si era rivolta il giorno dopo ad un amico 60enne che aveva organizzato uno “scambio” con la derubata, per riottenere il cellulare dietro pagamento di 50 euro. Uno scambio a cui avevano però partecipato anche i carabinieri, allertati dal padre della ragazza: con la trappola, erano così scattate le manette.

La vicenda si è conclusa in tribunale, davanti al giudice, dove la coppia ha patteggiato due anni. Gli avvocati difensori dei due imputati hanno ottenuto l’eliminazione dell’aggravante secondo cui la coppia avrebbe agito in simultanea e ottenuto l’attenuante della lieve entità del danno commesso. Circostanze che hanno così evitato il carcere alla coppia: la 30enne è stata rimessa in libertà con sospensione della pena mentre il 60enne resterà ai domiciliari, misura attiva già per altri procedimenti a suo carico.

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