Boom di operazioni sospette di riciclaggio nel 2021: 232 a Piacenza (+28%)

21 Luglio 2021

Nella provincia di Piacenza le operazioni sospette di riciclaggio sono aumentate del 28,2%. In Emilia Romagna la percentuale sale del 40,9%. E’ l’allarme lanciato dalla Uif Cgil di Modena.

I primi sei mesi del 2021 hanno visto crescere a doppia cifra le segnalazioni di operazioni sospette giunte all’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia. E in Emilia-Romagna il fenomeno è stato anche più netto che nel resto del Paese. In totale, nella prima metà del 2021, in Emilia-Romagna la Uif conta 4.902 segnalazioni di operazioni sospette: sono il 40,9% in più del primo semestre 2020, quando furono 3.481. La crescita è superiore a quella registrata lungo tutto lo Stivale, dove si contano 70.157 operazioni sospette (+32,5%).

L’Emilia-Romagna è così la quarta regione italiana per numero di operazioni sospette segnalate, dietro a Lombardia, Lazio e Campania. Il report Uif riporta anche le segnalazioni sospette per provincia: sono 1.105 a Bologna (+34,1%), 307 a Ferrara (+32,9%), 423 a Forlì-Cesena (+53,8%), 647 a Modena (+24,9%), 502 a Parma (+36,8%), 232 a Piacenza (+28,2%), 437 a Ravenna (+64,3%), 723 a Reggio Emilia (+53,5%), 526 a Rimini (+51,1%). Ma anche sul fronte delle operazioni sospette per money transfer, le cui segnalazioni sono triplicate rispetto al primo semestre 2020, la regione è tra i fanalini di coda con cinque province tra quelle posizionate peggio in Italia per importi inviati e ricevuti per 100mila abitanti: secondo la Cgil, questo mette l’Emilia-Romagna “tra le regioni con imprese, professionisti e ‘prestanome’ maggiormente coinvolti nei traffici finanziari illeciti coi Paesi stranieri cosiddetti ‘paradisi fiscali’”.

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