Abbonamenti illegali, le fiamme gialle di Piacenza fermano 240 “pirati” della tv

01 Settembre 2021

Versavano un canone mensile irrisorio, di dieci euro, per accedere a Sky, Dazn, Mediaset Premium, Netflix e Amazon Prime. Ma 240 soggetti sottoscrittori di abbonamenti illegali – molti dei quali residenti nella nostra provincia – sono stati individuati dalla guardia di finanza di Piacenza, nell’ambito dei servizi svolti a contrasto della pirateria audiovisiva digitale.

Le attività investigative, condotte dai militari del nucleo di polizia economico finanziaria e coordinate dal sostituto procuratore Antonio Colonna, sono scattate a seguito di attivazione delle fiamme gialle di Roma che – nei primi mesi del 2020, periodo peggiore della pandemia – avevano individuato un sessantenne, di origini pugliesi, residente nella nostra città, come rivenditore di servizi-pirata. Le indagini hanno avuto come fine ultimo lo smantellamento di una delle principali modalità di distribuzione illecita dei contenuti, ossia la Iptv(internet protocol television). Si tratta di una tecnica della pirateria con cui i “pirati” acquisiscono e ricodificano i segnali televisivi delle maggiori piattaforme a pagamento per poi distribuirli attraverso internet, sotto forma di un flusso di dati ricevibile. Gli utenti pagano un abbonamento di gran lunga inferiore rispetto a quello standard e usufruiscono del segnale attraverso computer, smart-tv, tablet, smartphone o decoder connesso alla rete.

Le persone “pizzicate” dalle fiamme gialle rischiano pesanti sanzioni che vanno da 2.582 a 25.822 euro, oltre alle violazioni penali per l’utilizzo di apparati atti alla decodificazione illegale di trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato, sino ai casi più gravi di incriminazione per il reato di ricettazione.

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