Sei anni fa l’alluvione nel Piacentino: “Restano ghiaia nei fiumi e macigni nei cuori”

14 Settembre 2021

“Ci sono milioni di metri cubi di ghiaia mossi nei letti del fiume, non sono a disposizione di nessuno. E servirebbero per le opere pubbliche. Poi, non è migliorato praticamente nulla dal punto di vista normativo”.

Dell’alluvione del 2015 – sei anni esatti, oggi – restano cumuli di ghiaia, come dice Carlobruno Labati, responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Ferriere. Quella mattina, il 14 settembre, i paesi erano ormai fatti solo di fango, fino a Roncaglia, dove c’era legno ovunque. In meno di quattro ore caddero 328 millimetri di pioggia a Salsominore. Le strade si spezzavano come barrette di cioccolato. Ma di quell’onda devastante non restano solo la ghiaia e i ponti di Folli (Ferriere) e Barberino (Bobbio) ancora da ricostruire; restano pietre che sono macigni, nei cuori dei sopravvissuti, i traumatizzati, i soli, perché in fondo nessuno può capire cosa voglia dire perdere la casa, la vita.

TUTTE LE TESTIMONIANZE NELL’ARTICOLO DI ELISA MALACALZA SU LIBERTA’

 

© Copyright 2021 Editoriale Libertà