Liste d’attesa per visite specialistiche, medici in lotta contro il tempo

07 Ottobre 2021

La sanità ferita dal Covid ha il volto provato di chi in quella battaglia è stato sempre in prima fila. E che adesso deve misurarsi con liste d’attesa per visite specialistiche e esami diagnostici dilatate dalla pandemia. Gonfiando le richieste e allungando i tempi d’attesa anche di mesi. Ne occorrono sette tondi per sottoporsi alla prima visita al Centro cefalee operante nell’ambito del reparto di Neurologia dell’Ausl diretto dalla primaria Donata Guidetti.

“Durante il blocco delle prestazioni – spiega la dottoressa Guidetti – abbiamo effettuato attività coi pazienti per via telefonica, ora si è tornati alla presenza. Appena riusciamo forniamo ossigeno in più, ad esempio ogni mese cerchiamo di aprire ambulatori in aggiunta per la prima visita neurologica”.

Servono tre mesi per fissare una prima visita ginecologica (mentre per la branca dell’ostetricia tutte le tempistiche risultano rispettate): “Due anni fa – spiega la primaria Renza Bonini – i tempi di attesa per le visite ginecologiche si erano praticamente azzerati, ma il Covid ha imposto di dilazionare gli appuntamenti, solo oggi riportati ai tempi del pre Covid”.

Anche un reparto come Nefrologia ha sofferto. Qui i tempi d’attesa per una prima visita superano i tre mesi. La conferma arriva direttamente dal primario Roberto Scarpioni. “Non abbiamo mai chiuso gli ambulatori – spiega il primario – ma avendo percorsi che tengono conto delle misure anti Covid le attività vanno ancora a rilento, nonostante gli sforzi. Ad esempio, non possiamo più contare sulla sala d’aspetto per i pazienti in attesa, che oggi stanno fuori, all’esterno, o nell’atrio delle Medicine”.

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