Le associazioni: “Seguiti nella fase acuta della malattia, ma non nella quotidianità”

17 Dicembre 2021

“Nella fase acuta siamo seguiti, ma nella cronicità no”. Annamaria Tononi, presidente di Alice (Associazione per la lotta all’ictus cerebrale), riassume così i problemi che accomunano la sua associazione, l’Aism di Piacenza (Associazione italiana sclerosi multipla) e l’Unione Parkinsoniani Piacenza.

“Siamo tutti sulla stessa barca – spiega – quando si tratta di affrontare la fase acuta di queste malattie siamo seguiti, ma nella quotidianità no. E sì che si tratta di patologie croniche e degenerative”.

Nella sede di Aism, in via Campagna, Tononi si ritrova insieme alla presidente dell’associazione della sclerosi multipla Daniela Reggiori e al presidente dei Parkinsoniani Enrico Bettinotti: insieme le tre realtà associative rappresentano centinaia di piacentini che, specialmente dopo la pandemia, si trovano a confrontarsi ogni giorno non solo con i problemi della malattia, ma anche i disagi di una mancanza di programmazione nelle cure.

“Fino al 2019 c’era una programmazione rispettata delle visite, della fisioterapia e della risonanza magnetica per i malati di sclerosi multipla, ictus e Parkinson – spiega Reggiori – con il Covid la situazione è un po’ cambiata e per queste tre malattie degenerative sono iniziati i problemi. Le faccio un esempio: in passato tutti noi venivamo contattati per fare la visita fisiatrica, a cui poi seguivano i cicli di sedute di fisioterapia. Solitamente erano due cicli all’anno. Quest’anno sono stata chiamata per fare la visita fisiatrica: ho fatto un ciclo di fisioterapia, ma solo di cinque sedute. E non è che io rispetto allo scorso anno sia migliorata, anzi la mia patologia è peggiorata. Questo avviene anche per quanto riguarda le visite del neuropsicologo e del logopedista. Ci vorrebbe un protocollo per programmarle. Così è come se ci avessero accantonato”.

 

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