Covid, Donini: “Diffusione esorbitante, strutture ospedaliere sotto pressione”

10 Gennaio 2022

“Una consistente pressione ospedaliera, che stiamo affrontando grazie al continuo sforzo dei nostri operatori sanitari, a cui non smetterò mai di rivolgere il mio ringraziamento per la dedizione e la professionalità che stanno dimostrando anche in questa ennesima ondata pandemica”.

A fare il punto sull’andamento epidemiologico in Emilia Romagna è stato oggi in commissione assembleare l’assessore regionale alle politiche per la salute, Raffaele Donini.

“Nelle ultime settimane – ha spiegato – abbiamo avuto una progressione rilevantissima dell’incidenza, che è passata da 500 casi ogni centomila abitanti quindici giorni fa a 1.600 la scorsa settimana, a quasi 2.000 oggi. Un denominatore imponente e in continua crescita a cui fa fronte, grazie alla vaccinazione del 90% dei cittadini, una quota di ricoveri in proporzione inferiore a quella delle scorse ondate, e che ora è intorno all’1,5%. Ma un conto è l’1,5% di poche centinaia di casi, come abbiamo osservato fino a poche settimane fa, un conto è l’1,5% di un denominatore in costante e veloce ascesa (oggi circa 14mila nuovi casi, ndc) che determina un numero di ospedalizzazioni che rischia di mettere in difficoltà le nostre strutture ospedaliere”.

Rimane costante, peraltro, un dato: oltre il 75% dei ricoveri in terapia intensiva riguarda persone non vaccinate: di qui il nuovo appello dell’assessore a vaccinarsi. “I ricoveri, soprattutto in terapia intensiva, sarebbero nettamente inferiori se i cittadini ancora non vaccinati si fidassero delle indicazioni scientifiche e si vaccinassero- sottolinea Donini-. Oggi, infatti, la stragrande maggioranza dei ricoverati in terapia intensiva, oltre il 75%, riguarda proprio cittadini che non sono vaccinati, una quota che assume una dimensione ancora più allarmante se rapportata alla platea dei non vaccinati. Il mio invito è solo uno: vaccinatevi, in questo modo oltre a tutelare la vostra salute contribuirete a ridurre la pressione ospedaliera e la diffusione del contagio”.

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