Partigiani, giovani e istituzioni per onorare le 21 vittime di Rio Farnese

16 Gennaio 2022

Fotoservizio Emilia Marina

Cerimonia molto partecipata questa mattina a Bettola, per il ricordo delle 21 vittime partigiane uccise per mano nazifascista il 12 gennaio 1945, al termine del rastrellamento iniziato a Pertuso, nel comune di Ferriere, dalle truppe mongole della Turkestan.

La manifestazione è stata promossa come ogni anno dall’Anpi provinciale di Piacenza e dalla Sezione Valnure, dall’associazione nazionale partigiani cristiani con la collaborazione del Comune di Bettola e degli alpini.

Avrebbe dovuto partecipare, in veste di oratore ufficiale, il giornalista Gad Lerner, autore del volume “Noi, partigiani. Memoriale della Resistenza italiana” in cui sono raccolte 400 testimonianze di partigiani, tra cui quelle di 13 piacentini. Bloccato a causa del Covid, con una lettera al sindaco di Bettola, Paolo Negri, ha voluto ugualmente dare il suo contributo alla giornata commemorativa. “Perpetuare la memoria di ciò che è accaduto, anche se atroce e doloroso come Rio Farnese – scrive in un passaggio della lettera – è la risposta che oggi più che mai dobbiamo a chi vorrebbe confondere i torti e le ragioni. Il sacrificio di quelle giovani vite a voi sempre care serva a ricordarci che purtroppo anche oggi nel mondo contemporaneo vediamo riproporsi come la democrazia sia un bene da difendere, proteggere, coltivare, perché non ci è mai data una volta per tutte”.
Assieme alle sezioni Anpi, ai i rappresentanti di Comuni e alle forze dell’ordine c’erano anche gli studenti della scuola Media di Bettola, con gli insegnanti e la dirigente Carla Busconi, ad intonare il canto dei partigiani, “Bella ciao”, cui si sono uniti tutti i presenti e i due partigiani 95enni Luigi Romani di Ponte dell’Olio e Ugo Magnaschi di Piacenza.

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