“Cittadinanza attiva”: quasi mille volontari e associazioni a servizio di Piacenza

19 Gennaio 2022

pedibus alla Vittorino da Feltre

Il primo logo ritraeva quattro moschettieri, con la casacca biancorossa e lo stemma della città, in mano un annaffiatoio, un computer, persino un gatto e la spada sollevata: “Una per tutti, tutti per Piacenza” era lo slogan di “Cittadinanza attiva”, progetto che radunava, e lo fa tuttora, cittadini e associazioni che si mettono al servizio della città. Oggi se ne contano quasi mille: per la precisione 526 persone e 428 associazioni che risultano iscritti all’albo dei volontari di cittadinanza attiva e che si occupano del pedibus, del canile, della piccola manutenzione nelle scuole, della biblioteca di strada, dell’organizzazione di attività ricreative, solo per citare alcune attività.

Bisogna però tornare indietro a quando Roberto Reggi era ancora alla guida di Palazzo Mercanti per rintracciare l’avvio di quel progetto, iniziato con una sperimentazione triennale a cui avevano aderito col tempo 224 persone: “L’obiettivo con cui nasce ‘Cittadinanza attiva’ era quello di avere un quadro delle persone che potevano svolgere un’attività per la cittadinanza, garantirli con un’assicurazione per eventuali responsabilità civili durante l’espletamento del volontariato e sapere chi effettivamente fossero – spiega Tatiana Morelli, fino all’anno scorso responsabile dell’ufficio Partecipazione del Comune che gestiva il progetto – fare in modo che cittadini e associazioni operassero in maniera partecipata e non ognuno per sua iniziativa, in maniera autonoma o disordinata”.

il primo logo di “Cittadinanza attiva”

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