Addio a Vera Reggiani, tra i fondatori del Cassinari. “Umanità gioiosa e rara”

21 Gennaio 2022

Vulcanica, innovatrice, talentuosa. Carismatica. E Vera, vera davvero, non solo di nome. La professoressa Vera Reggiani, tra i fondatori più battaglieri e determinati del liceo artistico “Cassinari”, non va dimenticata e nessuno intende farlo. Lo dimostrano i continui ricordi dei suoi studenti, anche a funerali avvenuti, là tra i monti di San Michele di Morfasso dove lei si sentiva avvolta ovunque dalla dolcezza della terra e del cielo. Cercava bellezza, da sempre: già a tre anni non a caso disegnava egregiamente, poi nella giovinezza gli studi d’arte a Milano, e quindi la facoltà di Architettura. Come architetto aveva collaborato al restauro di Palazzo Fogliani a Piacenza.

La forte espressività e potenza artistica di Vera ne facevano un’artista poliedrica, ma il suo cuore era quello di chi voleva trasmettere agli altri il suo sguardo lucido, fresco, vitale, e così aveva iniziato a insegnare già giovanissima, come assistente del professor Casali al liceo Respighi, lei bella, bellissima, i capelli lunghi e gli occhi neri, immensi, in una classe tutta al maschile cui tener testa.
Aveva poi insegnato arte alle medie a Pontenure – un luogo di sicuro scolpito nel cuore anche perché qui aveva conosciuto il marito Danilo Zaltieri – ma era soprattutto al liceo artistico “Cassinari” che la professoressa Vera Reggiani aveva trovato una sua seconda casa, diventando poi anche vicepreside e preside, così come preside la era stata a Borgonovo, Pianello e Nibbiano.

TUTTI I DETTAGLI NELL’ARTICOLO DI ELISA MALACALZA SU LIBERTA’

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