I ragazzi del Respighi hanno portato in Cattolica idee per un futuro più sostenibile
Redazione Online
|4 anni fa

“La sfida della sostenibilità ambientale nell’innovazione del packaging per i prodotti alimentari” è il titolo e, allo stesso tempo, la perfetta descrizione del progetto avviato tra l’Università Cattolica del Sacro Cuore e il liceo scientifico Lorenzo Respighi. Una collaborazione, con al centro gli studenti della scuola superiore e le loro idee riguardanti un futuro diverso e, perché no, migliore. Il progetto rientra tra quelle attività che fanno parte dei percorsi per il conseguimento di competenze trasversali e per lo sviluppo della capacità di orientarsi nella realtà sociale e culturale (Pcto): una sorta di alternanza scuola-lavoro con protagonista, in questo caso, l’università.
“Abbiamo lanciato una sfida a un gruppo di 25 studenti – ha spiegato Edoardo Fornari, professore associato presso la facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali – gli abbiamo chiesto di proporre idee innovative sul tema del packaging dei prodotti alimentari”. Il progetto è stato suddiviso in tre tappe: inizialmente Fornari, insieme alla professoressa di Scienze e tecnologie alimentari Giorgia Spigno hanno incontrato gli alunni al Respighi interagendo con loro su tematiche legate alla sostenibilità e alla tutela dell’ambiente. Inseguito, si è svolto uno step intermedio in cui gli alunni hanno presentato le prime bozze dei progetti, raccogliendo i consigli dei docenti universitari. Infine, nel pomeriggio di lunedì 24 gennaio, i 25 alunni del Respighi sono stati accolti nella sala convegni dedicata a Giuseppe Piana, dove hanno presentato le loro idee per rendere più ecosostenibili gli imballaggi alimentari.
“Nel settore dell’imballaggio alimentare è ancora la plastica a farla da padrone – ha evidenziato la professoressa Spigno – finalmente si stanno studiando soluzioni diverse e migliori. Questo progetto è importante per i ragazzi perché li permette di approfondire tematiche attuali e fondamentali per il futuro di tutti”.
In Cattolica si è svolta quindi una vera e propria competizione tra i cinque gruppi di ragazzi e a vincere è stata l’idea che ha colpito di più i due docenti universitari. La valutazione è stata data in trentesimi – “così iniziate ad abituarvi al futuro universitario” il commento di Fornari – ed è dipesa da sei criteri: il dettaglio dell’analisi, l’innovatività della proposta, la fattibilità dell’idea, la coerenza tra le varie parti del lavoro, la qualità dell’esposizione finale e lo spirito di gruppo.
La vittoria finale è andata al gruppo numero 4 grazie alla presentazione del progetto “CraCare” (gioco di parole tra cracker e care, dall’inglese cura) proponendo una nuova marca di cracker a base di miglio, santoreggia e semi di papavero e contraddistinti da una confezione di colore verde, naturalmente ecosostenibile, ottenuta solo da coloranti naturali con un materiale formato da bio-plastica a base di alga agar-agar. “Un progetto molto innovativo e originale” ha sottolineato Fornari.
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