“Senza memoria non c’è futuro”: la riflessione degli studenti sulla Shoah

27 Gennaio 2022

Le parole di Primo Levi echeggiano nel silenzio e nella nebbia di una giornata, quella in ricordo dello sterminio del popolo ebraico e dei cittadini di tutti i Paesi che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, che dovrebbe cadere praticamente ogni giorno. “L’Olocausto, una pagina del libro dell’umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria”.

Perché, e lo dimostra il fatto che due giorni fa un 12enne in provincia di Livorno è stato insultato e picchiato da due ragazzine in quanto ebreo, “il seme del male va estirpato prima che possa germogliare di nuovo”. Lo ha spiegato ai tanti giovani presenti questa mattina al Giardino della Memoria di Stradone Farnese il prefetto di Piacenza, Daniela Lupo. Nel rispetto delle normative vigenti per l’emergenza sanitaria, la cerimonia si è svolta in forma raccolta. “Ricordare una delle pagine più nere della storia dell’umanità – ha proseguito – è nostro dovere di cittadini, così come tenere a mente i valori fondanti della nostra società. La memoria deve essere coltivata nelle scuole e dalle istituzioni. Non si può far valere la supremazia di qualcuno rispetto all’altro: questo dobbiamo insegnarlo ogni giorno ai nostri ragazzi”.

“Il ricordo è doveroso – ha aggiunto il sindaco Patrizia Barbieri – ma anche doloroso, in primis per i famigliari delle vittime dell’Olocausto. Un dolore necessario e indispensabile proprio per garantire ai giovani di conoscere e di non cadere in quegli errori. Ricordare è uno dei doveri morali che noi abbiamo”.

Oltre a sindaco, prefetto e ai rappresentanti di forze dell’ordine, Anpi, Isrec e Alpini, erano presenti questa mattina anche tanti giovani. Prospettiva rincuorante in un mondo che sempre più spesso non ha memoria del suo passato e dunque fatica a costruire il futuro. “Proprio perché non abbiamo vissuto certi eventi – ha affermato Costanza De Poli, presidente della consulta provinciale degli studenti – dobbiamo tenere viva la memoria. Non con la nostra testimonianza diretta ma con quella di chi certe cose le ha vissute sulla propria pelle. Ricordare vuol dire anche poter garantire sistemi politici in futuro che siano il più possibile democratici e rispettosi verso le diversità. In Italia per i giovani non è mai stato semplice crescere, in questi anni ancora di più: sia per l’emergenza pandemica che per altre situazioni. Noi cerchiamo di fare del nostro meglio per far capire che ci siamo. Sta anche alla nostra classe dirigente ascoltarci”.

IL DISCORSO DEL SINDACO PATRIZIA BARBIERI – GIORNATA DELLA MEMORIA

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