Disagio e giovani chiusi in casa: parte “Exit”. Altre 43 famiglie in carico ai servizi

01 Febbraio 2022

Forme di disagio “semi-leggere”. Così vengono definite le condizioni di altre 43 famiglie prese in carico dai servizi sociali di Piacenza nel 2021, su un totale di 300 nuclei intercettati. Non si tratta solo di problemi economici, ma anche di povertà educativa e abbandono scolastico: da qui il rischio di un vero e proprio ritiro sociale da parte dei giovani coinvolti, che in certi casi non escono dalle mura domestiche e interrompono le occasioni di socialità.

Parte dunque un nuovo progetto per contrastare queste situazioni, grazie alla collaborazione tra Comune, associazione La Ricerca e cooperativa sociale L’Arco. “La diffusione del Covid-19 e le misure adottate per il contenimento hanno fortemente modificato gli equilibri di tutti – spiegano i promotori – tra questi sicuramente gli adolescenti, che si sono trovati a vivere condizioni di vita nuove e inaspettate, con un impatto a livello fisico, psicologico, emotivo e sugli apprendimenti. Seppur negli ultimi anni l’avvento delle tecnologie digitali e della possibilità di comunicare a distanza abbia cambiato il nostro concetto di socialità, soprattutto nelle nuove generazioni, riducendo in parte le occasioni di stare insieme e relazionarsi con l’altro, tuttavia il bisogno di socialità rimane ancora evidente”.

Il progetto “Exit” intende promuovere una condivisione del problema tra servizi, agenzie educative, operatori, famiglie e cittadini, valorizzare le risorse presenti per costruire percorsi di inclusione di adolescenti e famiglie nella comunità di appartenenza, predisporre una ricognizione territoriale sul fenomeno del ritiro sociale e offrire interventi qualificati a ragazzi e famiglie in situazione di isolamento e ritiro sociale.

Diverse le azioni previste nel programma: dalle consulenze pedagogiche ai momenti di confronto, dall’assistenza psicologica alla formazione degli educatori. I genitori, gli insegnanti o gli operatori preoccupati da queste situazioni, ma anzitutto i ragazzi toccati in prima persona, possono contattare il numero di telefono 378.3031649 o scrivere un’e-mail a [email protected].

IL SERVIZIO DI THOMAS TRENCHI:

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