Discoteche e orchestrali pronte a riaprire: “Siamo stati dimenticati”

08 Febbraio 2022

Dal ballo perduto al ballo ritrovato. La maggior parte delle discoteche si farà trovare pronta di fronte alla possibilità di riaprire da venerdì, secondo le ultime disoposizioni del governo. Capienza ridotta al 50%, super Green pass all’ingresso e mascherina ovunque, tranne che in pista. Dalla nostra indagine scopriamo che giovani e giovanissimi non hanno paura, non vedono l’ora di poter tornare a ballare nei loro locali preferiti. Diverso è lo scenario del ballo tradizionale, delle orchestre e del liscio, che si rivolgono ad un pubblico più a rischio, più spaventato dall’idea di tornare ad ammassarsi al chiuso seppur a ranghi ridotti. “Torna tutto come lo scorso autunno, prima delle chiusure imposte il 23 dicembre” conferma Roberto Carbonetti, titolare della società Caprice CSC, gestore di alcuni dei locali del piacentino. Ci ha nuovamente colpito la rapidità nel comunicare queste decisioni, il pochissimo tempo a disposizione per riorganizzarsi, penalizzante per qualcuno. Anche in Spagna il governo ha comunicato le riaperture, ma con due mesi di anticipo, riprenderanno in aprile”.

“Dopo oltre un anno di stop tra il 2020 e il 2021 e un “provare a lavorare” la scorsa estate, la cosa che grava di più è la perdita della speranza” commentano gli orchestrali Gianmarco Bagutti e Matteo Bensi, presidente e vice di OBIS. “La maggior parte delle orchestre ha visto andar via musicisti, soci, dipendenti, aziende sgretolate. L’ultima chiusura, che ci ha privato da un giorno all’altro dell’ossigeno del periodo delle feste, è stata un fulmine a ciel sereno. Nessuno ha più parlato di noi, zero sostegni; si è chiuso e basta, senza considerare tutte le attività, professioni e indotto che gravita attorno alle discoteche, con cui siamo sempre più solidali”.

© Copyright 2022 Editoriale Libertà