Il Nutriscore francese bolla come pericoloso il vino. “Così si danneggia il Made in Italy”

08 Febbraio 2022

Polemiche e malumori da parte di tutto il settore agroalimentare italiano in seguito alla proposta francese, tramite il sistema di etichettatura denominato Nutriscore, di classificare come pericolose tutte le bevande alcoliche, senza distinzione.

“Ora abbiamo veramente superato ogni limite. Serve un chiarimento a livello politico considerato che il logo Nutriscore è nella titolarità dell’Agenzia nazionale della Sanità pubblica francese”. Lo ha dichiarato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, dopo l’ultima presa di posizione di Serge Hercberg, uno degli ideatori del sistema di etichettatura Nutriscore, che ha proposto di “bollare”, di fatto, come pericolose per la salute tutte le bevande alcooliche anche se la presenza di alcool è ridotta. “Il limite più evidente del sistema Nutriscore è quello di classificare gli alimenti sulla base di un algoritmo che ignora completamente le quantità che sono normalmente consumate – sottolinea Giansanti – Nel caso specifico dei vini non si fa alcun riferimento alla differenza che passa tra abuso e consumo moderato”.

In condivisione con il pensiero di Giansanti, la presidente della sezione di prodotto vitivinicola di Confagricoltura Piacenza  Chiara Azzali ha affermato che “si tratta di un approccio semplicistico e inadeguato per stabilire il valore nutrizionale di alimenti e bevande, certamente non utilizzabile come sistema generale per informare i consumatori. La dieta mediterranea, con i suoi prodotti, fa parte di un cultura del cibo e di un’educazione alimentare che non possono essere liquidati con un’etichetta”.

Del suo stesso avviso, Alessio Mammi, assessore all’agricoltura della Regione Emilia-Romagna: “Il sistema NutriScore rischia di danneggiare tutti i nostri migliori prodotti e l’intero Made in Italy, disinformando le persone. Occorre costruire un fronte comune nazionale a difesa dei prodotti Dop e Igp. L’idea di un bollino nero per il vino è un attacco senza fondamento scientifico a uno dei nostri prodotti più rappresentativi: il vino in Italia e in Emilia-Romagna è un patrimonio economico e sociale.”

“La recente proposta di inserire anche gli alcolici tra gli alimenti pericolosi colpirebbe gravemente il settore vitivinicolo senza informare i consumatori – sottolinea Azzali – piuttosto del Nutriscore, servirebbe un impegno continuo sull’educazione alimentare delle famiglie e delle giovani generazioni, sul consumo consapevole e moderato degli alcolici, la provenienza d’origine dei prodotti e l’attenzione alla varietà degli alimenti che si portano in tavola”.

Chiara Azzali

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