Laboratorio ecocardiografico di Piacenza tra i 20 centri mondiali di ricerca

12 Febbraio 2022

Piacenza capitale, per un giorno, della cardiologia. Al Park Hotel, sabato 12 febbraio, si è svolto il primo congresso italiano di ecocardiografia da stress. L’evento, dedicato al tema dell’Imaging cardiovascolare avanzato, era promosso dal laboratorio di Ecocardiografia della Cardiologia di Piacenza. Il congresso si è avvalso del patrocinio dalla Società Italiana di Imaging Cardiovascolare (SIECVI) e ha puntato i riflettori sugli ultimi aggiornamenti scientifico-tecnologici della metodica, con alcuni dei massimi esperti italiani; in particolare il focus si è concentrato sullo stato dell’arte di ecostress e mezzo di contrasto nella cardiopatia ischemica.

I NUMERI DI PIACENZA – L’organizzazione di questo congresso si contestualizza all’interno della crescita del Laboratorio di ecocardiografia di Piacenza, che ha visto un progressivo incremento del numero di queste prestazioni da 350 a oltre 550 nel corso degli ultimi anni, insieme a una valutazione più complessa, che ha permesso anche di superare il severo controllo di qualità previsto per partecipare al progetto di ricerca mondiale “Stressecho-2030”.

RICONOSCIMENTO MONDIALE –
Piacenza sarà uno dei 20 centri mondiali in cui si svilupperà questo grande e ambizioso programma. Lo studio coinvolgerà, nei prossimi 5 anni, almeno 10mila pazienti che dovranno essere seguiti per 5 anni dai reparti coinvolti. “È motivo d’orgoglio, per il nostro reparto, poter organizzare un evento di così elevato valore scientifico – comunica Ausl – Ciò evidenzia come Piacenza venga riconosciuta fra i centri d’eccellenza per la metodica, grazie soprattutto all’impegno del personale e degli investimenti tecnologico-scientifico profusi dall’Azienda”. Oltre alla dottoressa Daniela Aschieri, primario del reparto di Cardiologia dell’ospedale di Piacenza, nel servizio lavorano i medici Simone Binno e Luca Moderato.

“Nonostante l’impegno del personale sanitario del laboratorio di Ecocardiografia nel fronteggiare la pandemia di Covid19 – spiega Aschieri – si è riusciti a mantenere gli elevati standard qualitativi senza ridurre la disponibilità di esami, costantemente richiesti per far fronte ai crescenti fabbisogni di salute da parte della popolazione”.

ECOSTRESS – E’ un particolare tipo di ecocardiogramma, in cui alla valutazione più accurata possibile della contrattilità del muscolo cardiaco a riposo, si aggiunge un elemento farmacologico (lo “stressor” propriamente detto) che va a mettere sotto sforzo il cuore, per andare alla ricerca di possibili alterazioni nel suo funzionamento, che compaiono solo durante esercizio. L’ecostress rappresenta attualmente l’esame più efficace per la diagnosi di ischemia cardiaca quale manifestazione di malattia aterosclerotica delle coronarie.

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