Coldiretti con la mucca sotto la Prefettura: “Impennata dei prezzi insostenibile”

17 Febbraio 2022

Non capita tutti i giorni di vedere una mucca davanti alla Prefettura di Piacenza. Stamattina, 17 febbraio, è accaduto, ed è il simbolo della protesta di centinaia di lavoratori del settore lattiero-caseario. Oltre 250 gli allevatori e i produttori di latte che hanno voluto denunciare “la situazione insostenibile che si è venuta a creare con l’impennata dei beni energetici e i prezzi che non coprono i costi di produzione”. Una manifestazione organizzata da Coldiretti a livello nazionale, e che è servita per consegnare al prefetto Daniela Lupo la lettera al premier Mario Draghi con le richieste dei produttori per uscire da questo momento di difficoltà. “Non si possono spendere 46 centesimi al litro per produrre il latte e venderlo a meno di 40” il pensiero generale di tante persone che hanno portato le proprie eccellenze, oltre a una mucca, latte, formaggio, persino il gelato.

A sostenerli i rappresentanti delle istituzioni (a cominciare dal sindaco e presidente della Provincia di Piacenza Patrizia Barbieri), assessori dei Comuni delle vallate e i consiglieri regionali Katia Tarasconi e Matteo Rancan. In prima linea Coldiretti, con Giovanni Benedetti, delegato confederale per Piacenza: “Oggi chiediamo che il prezzo del latte sia rispettato perché i costi di produzione sono aumentati e non è possibile che non si possa pagare il giusto ai produttori, noi riteniamo che per avere un’agricoltura in grado di dare sostegno al paese tutti debbano essere messi nelle condizioni di poter produrre tranquillamente e liberamente. Non è possibile che il prezzo del latte sia così basso rispetto al resto del mondo, grande criticità sono i costi energetici, aumentati per tutti, e che chiaramente ora sono insostenibili”.

Il direttore di Coldiretti Piacenza Roberto Gallizioli ha sottolineato che “qui c’è tantissima gente coinvolta perché il settore caseario nel nostro territorio è una realtà consolidata e importante, rappresenta pianura, collina e montagna. In questo momento rischia di scomparire soprattutto nelle montagne, dove è essenziale per il territorio, questo perché oggi produciamo abbondantemente sotto i costi di produzione, i dati aggiornati ci dicono che al litro sono arrivati intorno ai 46 centesimi, mentre noi in montagna siamo al di sotto dei 40 e in pianura non arriviamo ai 41, c’è dunque bisogno di un cambio di passo importante e speriamo che la legge sulle pratiche sleali dia un contributo essenziale al giusto valore del prezzo del latte alla stalla, e che il Governo ascolti le nostre proposte. In particolare, uno sblocco di risorse del Pnrr per 2,7 miliardi di euro, di cui 1,5 destinato alla realizzazione di fotovoltaico sui tetti delle nostre stalle per avere impatto zero a livello ambientale e ridurre i costi energetici che oggi sono diventati insostenibili. Un’altra parte deve essere destinata ai contratti di filiera, che nel settore caseario sono essenziali, e ci auguriamo che il Governo dichiari che il digestato sia considerato fertilizzante, questo permetterebbe di avere un’agricoltura totalmente senza chimico”.

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