Famiglia ucraina salvata da imprenditore piacentino. “Non potevamo lasciarli soli”

09 Marzo 2022

“Quando abbiamo visto e sentito le bombe colpire la nostra città abbiamo capito che era iniziata veramente la guerra e che per salvarci, bisognava scappare” con queste parole Inna kuznjetsova inizia – con il volto segnato dall’emozione e dalla paura – il racconto di come la sua vita e quelle dei suoi famigliari siano state stravolte dal conflitto in Ucraina. Inna la sua storia la può raccontare perché insieme al marito Valerio e alla figlia che ha lo stesso nome della madre è riuscita a scappare e quindi a salvarsi la vita. Una fuga iniziata appena dopo il bombardamento che all’alaba di giovedì 24 marzo colpì la città dove risiedevano: Ivano-Frankivsk, capoluogo dell’Oblast chiamata “la porta orientale dei Carpazi” per la sua vicinanza alla catena montuosa. La città si trova in una delle regioni occidentali dell’Ucraina – vicino quindi al confine polacco – in un’area che si pensava lontana dalle tensioni che caratterizzavano la parte orientale. Lo pensava anche Valerio, ma purtroppo la distanza non ha fermato i missili russi.

Inna che sa parlare bene l’italiano – perchè ha vissuto e lavorato per vent’anni a Ferrara – oggi racconta la paura e le speranza che tutto questo possa finire il prima possibile da una casetta a Sariano di Gropparello, in Val Vezzeno. Sono arrivati qualche giorno fa grazie al prezioso aiuto di Giuliano Caregnini, imprenditore piacentino che appena venuto a conoscenza dello scoppio delle prime bombe li ha chiamati offrendo un alloggio e, soprattutto, una speranza di salvezza.

“Siamo stati due giorni in auto prima di arrivare alla frontiera – racconta Inna– una coda di più di venti chilometri tra noi e la libertà, tra noi e il viaggio che ci avrebbe portato in Italia”. “Se siamo qui è grazie a Giuliano e alla sua famiglia, amici italiani che sono stati preziosi per noi, dandoci una casa e da mangiare” spiegano riferendosi all’imprenditore a capo di una ditta che da cinquant’anni si occupa di vendita all’ingrosso di salumi e formaggi. “Conosco Inna e la sua famiglia da anni – riporta Caregnini – clienti divenuti col tempo amici che non potevamo lasciare soli”. L’imprenditore non è nuovo a iniziative di solidarietà di questo calibro: all’inizio della pandemia da Covid, attraverso la ditta “Caregnini Luigi s.a.s” ha donato cinque ventilatori polmonari del valore complessivo di 25mila euro all’Azienda sanitaria locale.

“Non sappiamo cosa aspettarci dal futuro – spiega con la voce rotta dalla commozione Inna – avevamo un lavoro, una casa, una vita. Adesso dobbiamo ripartire da zero”. La famiglia rimarrà a Sariano finchè non sarà sicuro ritornare in patria, nel frattempo spera che la guerra finisca: “è sbagliato morire e vedere la gente soffrire per le scelte egoistiche di capi di stato. Abbiamo amici ucraini che vivono in Russia e che piangendo ci raccontano che il popolo russo non vuole la guerra, nessuno la deve volere”.

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