“Qui non ho nulla, sono clandestina a Piacenza. Aiutatemi a tornare a Cuba”

16 Marzo 2022

“Non conosco nessuno, non so cosa fare. Aiutatemi”. Parte da un appello commosso la storia della cubana Mara, nome di fantasia. Una testimonianza che oscilla tra la disperazione e l’illegalità: la donna è arrivata a Piacenza per riabbracciare la sua nipotina, ma un semplice viaggio per ricongiungersi agli affetti più cari si è trasformato in un’odissea.

LA STORIA – Poco prima della pandemia, infatti, Mara lascia Cuba e raggiunge l’Italia “con un visto turistico di tre mesi”. In prossimità della scadenza del permesso, Mara inizia a organizzare il ritorno a casa. Ma ecco il primo stravolgimento: lo scoppio dell’emergenza da Covid, “Tutti i voli erano bloccati”. La cubana, quindi, decide di restare a Piacenza in maniera clandestina, senza documenti (un reato secondo l’ordinamento italiano).

“Nel frattempo – prosegue la donna – mia figlia è stata ricoverata in una comunità di recupero per tossicodipendenti e la mia nipotina è stata mandata in affidamento a Napoli, dai parenti del padre. Io sono rimasta a Piacenza da sola – scoppia in lacrime – dormo a casa di un vecchio amico, nell’ombra. Mi sento isolata, in trappola. E mi trovo in una condizione di clandestinità. Intanto ho perso tutto ciò che avevo a Cuba, compreso il lavoro. È un incubo”.

“AIUTATEMI” – “Per viaggiare in aereo – spiega Mara – dovrei essere vaccinata contro il Coronavirus. Ma nell’hub di Piacenza sono stata respinta perché il mio passaporto è scaduto. Ho rispedito il documento a Cuba per procedere al rinnovo. Dalla fine di dicembre ad oggi, però, non ho più saputo nulla. Sono disperata, so che la mia posizione in Italia non è corretta. Ma vorrei tornare a casa. Qualcuno mi aiuti”.

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