La Cementirossi apre la foresteria a quattro giovani in fuga da Kiev

25 Marzo 2022

Anche un colosso storico piacentino da 250 dipendenti come Cementirossi ha aperto le sue porte all’accoglienza di un gruppo di giovani ucraine in fuga da Kiev, arrivate qui con un carico pesante sulle spalle, uno zaino di paura, ma che si alleggerisce nello sguardo appena accennano ai loro sogni, di fotografa, di maestra, di studentesse di arte, di responsabile dei casting nel mondo del cinema, di barista. Di figlie, che hanno salutato i nonni infermi a letto, “Non possono scappare”, dicono con gli occhi lucidi, sapendo che i genitori sono rimasti al loro fianco, o a servire medicine, a occuparsi dei malati. Con Hanna, Iryba, Valeriia, Karina – questi i loro nomi – c’è anche la cagnolina Dakota, ancora piuttosto spaventata, colpa degli spari piombati da un giorno all’altro sulle case, colpa di un viaggio a piedi, poi in treno, poi in bus, poi con mezzi di fortuna, pur di arrivare a Piacenza, di cui avevano sentito parlare come àncora di salvezza da una zia delle rifugiate, tra loro amiche e sorelle.

L’idea di Cementirossi è quella di aprire la strada del buon esempio, loro che di solito contribuiscono a fare le strade fisicamente, “per dimostrare che anche le imprese possono accogliere”, spiega il direttore del personale Giuseppe Gallinari, che subito aveva preso contatti con Caritas per tracciare un percorso.

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