Emergenza Ucraina: vertice Bonaccini e Lamorgese. A Piacenza 1.309 profughi

31 Marzo 2022

Sono oltre 19mila i profughi arrivati in fuga dalla guerra, il 25% circa di quelli presenti in Italia. A Piacenza sono arrivati 1.309 profughi ucraini, di questi 585 sono minori.

Oggi, in prefettura a Bologna si è riunito il Comitato istituzionale regionale per l’Emergenza Ucraina convocato dal presidente Stefano Bonaccini. Al fianco del presidente dell’Emilia-Romagna, il ministro dell’interno Luciana Lamorgese, il capo dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, il capo dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, Francesca Ferrandino, e – in videocollegamento – Attilio Visconti, coordinatore delle Prefetture dell’Emilia-Romagna e prefetto di Bologna.

Le modalità di accoglienza dei profughi, i numeri degli arrivi, l’assistenza sanitaria, l’inserimento scolastico per i più giovani. E una analisi complessiva della situazione in Emilia-Romagna. Sono questi i temi al centro della riunione del Comitato istituzionale regionale per l’Emergenza Ucraina. Alla riunioni erano presenti anche il vicepresidente della Regione, Elly Schlein, il sottosegretario alla presidenza della Regione, Davide Baruffi, l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo, l’assessore regionale alle Politiche per la Salute (da remoto) Raffaele Donini, i prefetti dell’Emilia-Romagna, i presidenti delle Province, i sindaci dei Comuni capoluogo, i rappresentanti di Anci e Upi Emilia-Romagna, del Comitato regionale del volontariato e del Forum Terzo settore.

L’Emilia-Romagna è tra le regioni che più ha aperto le porte a chi fugge dall’orrore della guerra in Ucraina: qui, infatti, è attualmente ospitato il 24,8% dei circa 77mila profughi arrivati finora in Italia. L’intero sistema territoriale regionale si è attivato per accogliere i profughi ucraini, con la Cabina di regia riunita per la prima volta lo scorso 4 marzo.

Da subito venne ribadito l’impegno condiviso a individuare il maggior numero di spazi destinati all’accoglienza, in stretto raccordo con le Prefetture per monitorare l’arrivo dei profughi, prestando anche la massima attenzione alle misure di sanitarie, offrendo la possibilità di vaccinarsi o di completare il ciclo vaccinale, Covid compreso.

E’ stata pronta la risposta del sistema sanitario regionale per l’accoglienza, l’assistenza e la cura dei profughi. La Regione ha istituito l’Unità di crisi per l’emergenza Ucraina, con funzioni di coordinamento, integrazione e raccordo tra enti e istituzioni.
Per quanto riguarda il Servizio Sanitario Locale, le Ausl dell’Emilia-Romagna sono dotate di servizi specifici di accoglienza e prima accoglienza dei migranti che operano in collaborazione con mediatori culturali e con organizzazioni di volontariato locali per garantire, oltre alle attività di prevenzione, anche un pronto intervento sanitario.

Tra gli ordini del giorno, anche la risposta del sistema scolastico. Dalla Regione rendono noto che “le istituzioni coinvolte nell’accoglienza degli studenti provenienti dall’Ucraina attivano il percorso di accoglienza a partire dal momento in cui avviene la presa in carico delle persone presso il Comune di residenza temporanea, e lo fanno secondo le indicazioni fornite dal ministero dell’Istruzione e dal Servizio Prevenzione collettiva e sanità pubblica della Regione. Dopo l’adempimento degli obblighi sanitari previsti dalla legge, o in parallelo per quanto possibile, vengono individuate le scuole di potenziale inserimento delle ragazze e dei ragazzi ucraini in base all’età e secondo criteri specifici”.

Nel frattempo, ammontano già a due milioni di euro le donazioni per l’assistenza
ai profughi in fuga dalla guerra in Ucraina, fatte sul conto corrente intestato all’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile.

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