Paladino chiede 400mila euro per i cavalli. Fondazione: “L’opera lascerà Piacenza”

07 Aprile 2022

“L’opera può essere acquistata e inserita all’interno di un luogo concordato per 400mila euro, oppure restituita all’archivio di Paduli come da accordi”. Non c’è spazio ad alternative sul futuro dei cavalli di Mimmo Paladino nella nostra città: recita così, infatti, l’email indirizzata da Flavio Arensi, curatore di mostre e assistente del maestro della Transavanguardia, ai vertici della Fondazione di Piacenza e Vigevano, soggetto utilizzatore delle statue contemporanee esposte di fronte a palazzo Gotico alla fine del 2020 e chiuse in un deposito da un anno. “La Fondazione – fa sapere il presidente Roberto Reggi – procederà alla restituzione dell’opera. Non siamo disposti a spendere 400mila euro per l’acquisto, perciò abbiamo chiesto un preventivo per il trasporto da Piacenza a Paduli, in provincia di Benevento. Adesso ci sono altre priorità sul fronte del welfare”.

Emerge quindi un “cambio di registro” da parte dell’entourage di Paladino rispetto alle intenzioni iniziali di lasciare i cavalli in vetroresina in comodato d’uso gratuito a Piacenza: un impegno preso a voce con la precedente governance della Fondazione, alla condizione di individuare un’area adeguata e allestire un progetto culturale ambizioso. Una prospettiva, però, mai concretizzata nell’ultimo anno: nella primavera del 2021, al termine della mostra in centro storico, l’opera era stata trasferita nel magazzino dell’ex Laboratorio Pontieri. E lì si trova tuttora. In questo lasso di tempo, la giunta Barbieri – chiamata a sciogliere il “nodo” logistico – non ha proposto un’area di ricollocazione soddisfacente per l’artista. Solo le recenti ipotesi avanzate  dall’assessore alla cultura Jonathan Papamarenghi (il bastione Corneliana sul Facsal o il fossato di palazzo Farnese) risulterebbero più gradite. Ma ormai sembra troppo tardi. I ritardi nella scelta di una nuova location avrebbero fatto spazientire Paladino, fino a richiedere la somma di 400mila euro – ritenuta inabbordabile dalla Fondazione – in cambio della cessione dei cavalli. Il suo assistente Arensi, nell’email inviata alla Fondazione, ribadisce: “Mi spiace che oltre un anno di attesa non abbia condotto a nessun risultato progettuale”.

“CAVALLI ACCATASTATI ALL’APERTO” – Intanto una cittadina segnala la condizione conservativa “poco rassicurante” delle statue: da via Maculani in direzione di piazza Cittadella è possibile scorgere all’orizzonte le 18 sculture, impacchettate una ad una nell’ex Laboratorio Pontieri. “I cavalli di Paladino sono accatastati sotto un tettoia all’aperto, visibili da chiunque – fa notare la piacentina – così non si trovano al sicuro, dovrebbero essere tutelati con più attenzione”.

IL SERVIZIO DI THOMAS TRENCHI:

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