Ordinava decine di prosciutti a nome di un ignaro ristorante e non li pagava

11 Aprile 2022

Decine di prosciutti comprati a nome di un ristoratore, al quale è arrivato il conto da pagare senza che avesse mai ordinato né ricevuto la merce. “Qualcuno usava la mia identità per acquistarli”, ha spiegato il malcapitato in tribunale nel corso del processo contro un piacentino, imputato per i reati di truffa e sostituzione di persona (in concorso con due persone che hanno definito la loro posizione con procedimenti diversi). I fatti sono avvenuti nel 2017.
In sostanza, stando alla ricostruzione della Procura, ai produttori venivano ordinati salumi per conto di un ristorante, ma poi i pagamenti non arrivavano. Con il ristoratore che qualche tempo dopo si era visto piovere addosso una pioggia di solleciti. Nel frattempo i prosciutti, consegnati per strada in un indirizzo diverso dallo stesso ristorante, erano spariti.
Ovviamente erano scattate denunce e accertamenti, con i carabinieri che erano riusciti a risalire all’identità dell’imputato da un numero di telefono indicato in una e-mail usata per gli ordini.

L’ARTICOLO DI PAOLO MARINO SU LIBERTÀ

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