Vinitaly: “E’ guerra in cantina”. Costi vino aumentati del 35%

11 Aprile 2022

Le conseguenze dell’invasione russa dell’Ucraina risultano molto pesanti per quanto riguarda il settore del vino italiano. Il rischio è di un impatto che intaccherà la redditività delle imprese e la loro capacità competitiva sui mercati internazionali. In Italia, l’allarme è stato lanciato dal presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini in occasione dell’incontro sull’impatto del conflitto sulla vita quotidiana delle aziende vitivinicole, organizzato all’Auditorium Verdi al Vinitaly di Verona, con la prima mostra per “toccare con mano” la classifica degli aumenti nel bicchiere.

Nutrita la delegazione dei soci di Coldiretti Piacenza presenti all’incontro, guidati dal direttore Roberto Gallizioli. Anche nel Piacentino la situazione del settore è critica, con la viticoltura che nel nostro territorio vanta una forte tradizione, con circa 5.400 ettari coltivati da oltre 2mila aziende. Secondo Coldiretti con lo scoppio della guerra in Ucraina, il prezzo della produzione vinicola ha raggiunto livelli mai visti in passato, una bottiglia di vetro costa più del 30% rispetto allo scorso anno, mentre i prezzi per i tappi di sughero hanno superato il 20%. “Tutta la produzione risulta essere in netto aumento comprendendo costi di imballaggio, trasporto e spedizione. I prezzi purtroppo non migliorano rendendo impossibile una normale programmazione economica nei costi aziendali. La situazione di difficoltà si evidenzia anche dall’andamento delle vendite che per il 55% delle cantine italiane sono in netto calo. Gli effetti delle tensioni commerciali legate al conflitto si ripercuotono anche sull’export dove oltre quattro cantine su dieci affermano di aver ridotto le spedizioni. Occorre comunque ricordare che sino ad oggi l’incremento dei costi è stato scaricato esclusivamente sulle spalle dei viticoltori, come dimostra il fatto che il prezzo del vino è addirittura diminuito a differenza dei rincari di tutti gli altri prodotti alimentari”.

“Per difendere il patrimonio vitivinicolo italiano è necessario intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con interventi immediati e strutturali per programmare il futuro” – ha sottolineato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – “tutelare il vino significa tutelare il principale elemento di traino per l’intero sistema agroalimentare non solo all’estero ma anche sul mercato interno, a partire dal settore turistico”.

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