“Armonizzare vita e lavoro: sfida possibile”: il decalogo. Convegno in Provincia

13 Aprile 2022

Per una donna, la scelta tra l’accudimento dei figli e la carriera lavorativa non può essere una scelta dovuta, ma deve derivare da un processo di autodeterminazione, non può dipendere solo dal fatto di poter contare su di una famiglia vicina e necessita per essere completa, perché no, anche degli uomini. 

Di come una donna possa conciliare la professione svolta con la propria quotidianità si è parlato con riflessioni, numeri e testimonianze durante l’incontro “Armonizzare vita e lavoro, una sfida possibile”, promosso dal consigliere alle pari opportunità della Provincia, Giulia Monteleone, presentato dal giornalista Robert Gionelli e andato in scena nella sala consiliare dell’ente di via Garibaldi. Nell’occasione è stato presentato anche un decalogo di buone pratiche per rendere alle donne meno ostica, ma anche meno ostile, la conciliazione fra vita e lavoro.

 

 

“Gli interventi sono stati tutti di grande portata – ha commentato il presidente della Provincia Patrizia Barbieri -. Una crescita armoniosa costituisce un vantaggio per tutti: relatrici e relatori dell’incontro di oggi hanno suggerito soluzioni efficaci e concrete, che possono davvero accompagnare nel quotidiano il cambiamento che va rafforzato ad ogni livello. Cito ad esempio la necessità per l’impresa di oggi di unire la linea organizzativa e strategica con quella che guarda ai valori e alle risorse umane; o l’idea del nido nel futuro ospedale, previsto dallo studio di fattibilità dell’Ausl. Tutte le relazioni sono state illuminanti, così come lo sono gli obiettivi del progetto “Le città delle donne” alla cui rete il Comune di Piacenza ha aderito e alla quale la Provincia di Piacenza ha invitato ad aderire tutti i comuni del territorio”.

Proprio il presidente Barbieri ha aperto la giornata con i saluti istituzionali, durante i quali ha anche ringraziato per il proficuo lavoro svolto l’attuale consigliere provinciale con delega alle Pari Opportunità, Giulia Monteleone, e il precedente consigliere provinciale Valentina Stragliati. Monteleone ha evidenziato l’ottica pragmatica e sistemica del convegno: “Il ruolo delle istituzioni è anche quello di mettere in rete realtà differenti e importanti per il territorio per far emergere storie, criticità e potenzialità delle aree coinvolte e provare a trovare spunti operativi, ipotesi di soluzioni concrete, nuove strade da percorrere. In questo percorso il ruolo della donna va fatto emergere attraverso il sostegno necessario per permetterle di autodeterminarsi all’interno di una rete di relazioni di cui non si può non tener conto per il benessere della società intera”.

Il giornalista Robert Gionelli – moderatore del convegno – è intervenuto anche in qualità di delegato provinciale del Coni di Piacenza e ha illustrato alcuni significativi dati relativi al mondo sportivo piacentino, che vede una percentuale record (la seconda in assoluto in Emilia-Romagna) di presenza femminile, pari al 42%: “L’analisi dei dati e la concretezza quotidiana mostrano che le donne che hanno fatto sport fin dall’età scolastica, o che sono dirigenti e allenatrici, traggono vantaggi in termini di miglior gestione dei tempi famigliari”.

Nicoletta Corvi, presidente del Comitato promozione imprenditorialità femminile Cciaa Piacenza, ha sottolineato che “occorre superare la rigida standardizzazione dell’orario di lavoro, ragionando per obiettivi”. Daniela Aschieri, direttore Uo cardiologia ASL Piacenza, ha riassunto la propria esperienza personale: “A Piacenza ci sono tante donne in ruoli apicali, ma ancora oggi è molto faticoso raggiungerli per chi desidera avere figli: per me è stato fondamentale il supporto della famiglia, in ogni caso sono orgogliosa di aver perso tante ore di sonno per i miei figli. Il sogno? Un asilo nido in ospedale”.

I dati sull’occupazione femminile e l’importanza delle reti territoriali per l’occupazione femminile sono stati al centro dell’intervento di Liliana Tessaroli, dirigente dell’Agenzia regionale del Lavoro di Parma e Piacenza: “In Emilia-Romagna il gap tra occupazione maschile e femminile è inferiore al resto d’Italia, ed è anzi vicino a quello medio europeo. In generale, la disomogeneità nei carichi famigliari non è stata risolta nemmeno nel periodo del ricorso allo smart working, che ha pesato maggiormente sulle donne. A livello locale, anche se va considerata la disomogeneità tra i diversi contratti di lavoro, per Piacenza sono buoni i dati relativi all’occupazione, anche per quanto riguarda quella femminile”.

Per Nadia Bragalini, ambasciatrice degli “Stati Generali delle donne” “le donne sono portatrici di speranza e cambiamento. Piacenza, nel suo sostegno al nostro progetto, è un esempio nazionale di come si possa seminare bene per il futuro”.

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