Scintille social tra Katia Tarasconi e Stefano Cugini. “Ipocrisia”. “Parole ostili”

20 Aprile 2022

Fumantina lei, è arcinoto. Sanguigno lui, nonostante l’autoimposizione zen di questo periodo più di facciata che altro. Ovvio che tra due tipi così la scintilla parta facile, specie se la competizione conta. A seminare zizzania tra Katia Tarasconi e Stefano Cugini, entrambi candidati alla carica di sindaco di Piacenza, c’è riuscito suo malgrado un uomo proverbialmente pacato come l’ex sindaco Paolo Dosi: “Se da un lato mi fa piacere” vederli in lizza, “dall’altro mi inquieta, come pure penso che preoccupi il fatto che due colleghi che hanno condiviso le stesse preoccupazioni a favore della città, oggi esprimano sensibilità diverse intorno alle possibili risposte da fornire ai problemi”.

Appena lette le dichiarazioni, Tarasconi è partita lancia in resta con questo post al vetriolo su Facebook: “Perdonami ma se c’è una cosa che trovo scorretta è l’ipocrisia – scrive rivolgendosi a Dosi -. Conosco bene Stefano Cugini, è stato responsabile dell’organizzazione del Partito Democratico, ha fatto l’assessore per 5 anni con il Partito Democratico e il capogruppo in consiglio comunale (sempre del Partito Democratico) per quasi altri 5 anni. Si è dimesso dal partito quando le cose non sono andate come dovevano andare secondo lui (circa un mese fa)”.

Hai voglia a vivere una campagna elettorale in forma zen. E difatti in tempo zero Cugini, cui certo non manca l’arte della favella, ha risposto con un post fiume in cui rimanda al mittente le accuse di ipocrisia e di cui riferiamo i passaggi essenziali. “Mantenere fede al manifesto delle parole non ostili è un’esperienza quasi mistica in campagna elettorale” premette: “Mi sono dimesso da capogruppo, non dal partito. Non ho fatto tecnicamente in tempo, avendomi una dirigente eliminato dalla chat del circolo senza preavviso. Decisione tranchant, cui è seguito da più parti l’invito a non esercitare il diritto di voto al congresso in corso”.

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