Donne vittime di violenza, da Piacenza 11 richieste per il Reddito di libertà

21 Aprile 2022

Vittime di violenza, in difficoltà socio-economica. Spesso con figli a carico. Sono 11 le donne residenti a Piacenza e provincia che hanno presentato la domanda per ricevere il Reddito di libertà, un aiuto concreto per riprendere in mano la propria vita, attraverso l’erogazione di un assegno mensile fino a 400 euro per un periodo massimo di un anno.

Una misura che oggi la Regione Emilia-Romagna rilancia con un impegno economico di 1,3 milioni di euro per il 2022, che integra i 200mila euro stanziati dallo Stato, portando le risorse già disponibili a 1,5 milioni di euro. E sono in arrivo altri finanziamenti. Nelle prossime settimane, infatti, verrà assegnata all’Emilia-Romagna un’ulteriore tranche di risorse statali pari a 667mila euro, che permetterà di superare i due milioni di euro per dare risposte a una platea importante di donne.

Il provvedimento è stato illustrato dall’assessore regionale alle pari opportunità Barbara Lori. Istituto nel 2020, il Reddito di libertà è diventato operativo tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, dopo la circolare applicativa dell’Inps, con una prima disponibilità per l’Emilia-Romagna di circa 200mila euro di risorse nazionali. Un budget limitato che ha permesso di finanziare solo 42 sulle 290 domande presentate nei primi tre mesi dell’anno, da Piacenza a Rimini. Ora, grazie all’impegno aggiuntivo della Regione, tutte le domande verranno accolte e lo stesso si potrà fare anche con eventuali nuove istanze.

COS’È IL REDDITO DI LIBERTÀ – Accompagnare le donne che hanno subito violenza in un percorso di autonomia per sé, ma anche per i propri figli. Questo, in estrema sintesi, l’obiettivo fondamentale del Reddito di libertà, un assegno cumulabile con altre misure di sostegno, come il reddito di cittadinanza, che viene erogato dall’Inps, cui la Regione Emilia-Romagna trasferirà già dai prossimi giorni la propria quota di 1,3 milioni di euro.

DESTINATARIE – La misura è rivolta alle donne con figli minori o senza figli, seguite da un Centro antiviolenza ufficialmente riconosciuto e in condizioni di bisogno economico. Per questo, la domanda che le interessate possono fare al proprio Comune di residenza deve essere corredata oltre che da un’attestazione del Centro antiviolenza relativa al percorso di emancipazione e autonomia intrapreso, anche da una certificazione dei servizi territoriali che attesti le condizioni di difficoltà socio-economica. L’assegno viene erogato in un’unica soluzione per un massimo di dodici mensilità, pari dunque a 4.800 euro. Tra le spese che possono essere coperte anche quelle per l’istruzione e la formazione dei figli.

CASA E AUTONOMIA – Spesso il primo passo verso l’autonomia parte dalla casa. É per questo che la Regione affianca al Reddito di libertà anche contributi per aiutare le donne vittime di violenza a coprire le prime spese per l’affitto e la gestione di un’abitazione. Dal 2017 ad oggi sono stati stanziati 1.298.400 euro. Risorse distribuite tra Comuni capofila dei 38 ambiti distrettuali socio-sanitari dell’Emilia-Romagna che possono servire per erogare alle donne, inserite in un progetto specifico che preveda l’uscita dalle case rifugio o da alloggi di transizione, forme di sostegno economico fino ad un massimo di seimila euro.

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