I rifugiati desiderano alloggi, lavoro, imparare la lingua. Ma il loro cuore è in Ucraina

21 Aprile 2022

I 54 rifugiati ucraini di Castel San Giovanni chiedono alloggi, di poter lavorare e di imparare al più presto la lingua italiana, anche se il loro cuore e la loro mente sono costantemente rivolti al loro martoriato Paese. Le richieste di queste persone, praticamente tutte donne con bimbi al seguito, sono emerse durante il primo incontro organizzato dall’amministrazione comunale per familiarizzare con i bisogni dei rifugiati ucraini ospiti in città. Inna è fuggita da Kiev con la figlia, Anna, di vent’anni. “Speriamo di tornare nella nostra casa – dice Inna -. Sappiamo che esiste ancora. Per il momento vorremmo imparare la vostra lingua almeno per poterci far capire e per capire quello che ci viene detto”.

Tatiana, che lavora in città come badante, in questo momento sta ospitando la figlia con i due nipoti. “Sono scappati dal Donbass” racconta Tatiana. È la terra contesa tra filorussi e fedeli al governo di Kiev. Quella dove dal 2014 si combatte una guerra che è stata il prologo dell’attuale conflitto, e quella dove in questi giorni si sta stringendo la morsa dell’esercito russo. «Il marito di mia figlia è rimasto là – dice Tatiana -. Io la sento piangere spesso. Non possono neppure parlarsi al telefono perché le conversazioni sono intercettate”. Al momento le criticità più rilevanti sono quelle legati agli alloggi, al lavoro e alla comprensione della lingua.

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