Centrale di Caorso libera da fanghi e resine: 5.900 fusti partiti per la Slovacchia

28 Aprile 2022

Completato l’ultimo trasporto di fanghi e resine radioattive da Caorso verso la Slovacchia per le operazioni di incenerimento. A dare l’annuncio, stamattina, la direttrice dell’impianto piacentino Viviana Cruciani nel corso del tavolo per la trasparenza sulla dismissione della centrale nucleare, convocato dalla Regione nel cinema Fox del paese. La referente di Sogin, società statale incaricata per lo smantellamento, spiega: “Una settimana fa, l’invio delle scorie all’estero è stato portato a termine. In questo modo, la carica radioattiva della struttura sta diminuendo e il livello di sicurezza sta aumentando”.

È stato infatti completato il trasferimento in Slovacchia di tutti i 5.900 fusti di materiale prodotto, tra resine e fanghi radioattivi, nel periodo di funzionamento della centrale di Caorso, nel piacentino. Inoltre, il deposito nazionale dei rifiuti nucleari non sarà in Emilia-Romagna: lo esclude la Carta nazionale dei siti potenzialmente idonei ad accogliere il sito di stoccaggio, pubblicata lo scorso 5 gennaio da Sogin (Società gestione impianti nucleari). Nessuna delle 67 localizzazioni indicate si trova in regione.

Sono le due importanti novità emerse stamattina in occasione del tavolo per la trasparenza sulla dismissione della centrale, tornato a riunirsi al Cinema Fox, dopo due anni di stop imposto dalla pandemia

Ad oggi l’avanzamento della dismissione risulta al 37 per cento, come illustrato nell’assemblea pubblica alla presenza – tra gli altri – del sindaco di Caorso Roberta Battaglia, l’assessore regionale all’ambiente Irene Priolo e Paolo Zeppa dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione.

“È in fase di completamento l’adeguamento dell’edificio turbina dove verranno realizzate un’area di stoccaggio provvisorio e una stazione per il trattamento dei rifiuti radioattivi – aggiunge Cruciani -. L’appaltatore, invece, ha terminato il progetto esecutivo per lo smantellamento del reattore. A breve si partirà”.

RIENTRO SCORIE A CAORSO: “MA SOLO TEMPORANEAMENTE”
Se da una parte si registra la conclusione del trasferimento in Slovacchia di fanghi e resine radioattive prodotti in passato nel Piacentino, dall’altra si prospetta il ritorno di una parte dei rifiuti. “Quelli a bassa intensità rientreranno in Italia con una diminuzione sul volume del novanta per cento. Torneranno temporaneamente anche a Caorso, in un deposito provvisorio, nell’attesa che il centro di stoccaggio nazionale venga individuato. Non si tratta, quindi, di una collocazione definitiva”, è la rassicurazione dell’assessore regionale Priolo in merito al ritorno nel nostro territorio delle scorie nucleari inviate all’estero per il trattamento di incenerimento e condizionamento. La meta finale, dunque, sarà il deposito nazionale: “La scelta del sito avverrà tra il 2023 e il 2024 – annuncia Sogin – poi l’attivazione è prevista nel 2029”. E la location, salvo sorprese, non riguarderà la nostra regione: “L’Emilia-Romagna non risulta idonea allo stoccaggio di scorie nucleari, perciò ipotizzare la riattivazione di Arturo è fuori luogo”, rimarca l’assessore Priolo.

Il sindaco Battaglia chiede “più certezze sulla sicurezza dell’impianto e dei lavoratori all’interno”. Da qui, una proposta: “In linea con progetti simili portati avanti in altre parti del mondo, a Caorso occorrerebbe individuare le aree idonee per implementare un sistema di energia rinnovabile nella vecchia centrale”, sottolinea Battaglia.

Inevitabile, poi, un riferimento al dibattito nazionale sul rilancio del nucleare a fronte delle difficoltà nell’approvvigionamento dell’energia dovute alla crisi internazionale tra Russia e Ucraina: “Questo tema non deve influire – evidenzia Priolo – il percorso di smantellamento della centrale di Caorso continua senza intoppi”.

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