Api e ambiente, progetto Consorzio di Bonifica con Associazione apicoltori

09 Giugno 2022

Nuova collaborazione tra il Consorzio di Bonifica di Piacenza e Apap (Associazione Provinciale degli Apicoltori Piacentini) in soccorso delle api e dell’ambiente.

A riferire è il presidente del Consorzio di Bonifica Luigi Bisi: “Ringrazio il presidente di Apap Ernesto Torretta per averci coinvolto in questo progetto che è nel solco della sostenibilità e attesta ancora una volta che la multifunzionalità di impianti e invasi interessa non solo la difesa idraulica, l’agricoltura e la produzione di energia, ma anche l’ambiente. Come Consorzio abbiamo messo a disposizione alcune aree verdi nei pressi dei nostri impianti. La prima in cui verrà posizionato un apiario è in comune di Rivergaro dov’è ubicata l’Aula Blu, una sede didattica dell’ente circondata da un grande prato e affacciata sul fiume Trebbia. A gestire le arnie saranno Marco Gatti e Maurizio Guerrieri“.

Continua il presidente dell’Apap Ernesto Torretta: “Con questa collaborazione valorizziamo sia luoghi ambientalmente privilegiati sia aree marginali fornendo un importante contributo alla qualità di vita delle api che producono il miele del nostro territorio e sono una sentinella dell’ecosistema”.

Tanti sono i problemi per l’utilissimo insetto, da cui dipende gran parte della biodiversità del Pianeta: cambiamenti climatici, inquinamento, ma anche la varroa destructor, un acaro parassita, simile ad una piccola zecca, che intacca la covata e si nutre dell’emolinfa degli insetti; crea danni devastanti, perché le api subiscono malformazioni e vivono molto meno, infettando l’apiario.

Oggi le api sono molto meno autosufficienti e senza l’ausilio dell’uomo, in molti casi, non sarebbero in grado di sopravvivere.

Ad incidere fortemente sono anche i cambiamenti climatici e in primis la siccità. La diga Molato a Nibbiano (Alta Val Tidone) inizia la stagione irrigua al solo 41% della sua capacità (all’appello mancano 4,5 milioni di metri cubi di acqua). Per la diga di Mignano (Vernasca) siamo circa al 71% dell’invaso ma anche qui manca tanta risorsa preziosa e precisamente 2,8 milioni di mc di acqua.

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